
Lo scorso 28 luglio alla dogana di Chiasso due mezzi pesanti sono stati intercettati dai collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. Il carico conteneva 1’536 pezzi contraffatti di marchi prestigiosi tra orologi, abbigliamento e accessori. I due veicoli provenivano dalla Germania ed erano diretti in Italia. Il contenuto dei tir è stato prontamente confiscato ed è stato notificato ai detentori dei marchi. La legge svizzera vieta l’introduzione, l’esportazione o il transito sul territorio elvetico di materiale contraffatto legate a marchi e design. Una volta completata l’indagine la merce verrà distrutta.
I sospetti e il successivo controllo
Il carico di merce in questione ha suscitato dei dubbi nei collaboratori doganali. Dopo un primo controllo dei pacchi, si è deciso di revisionare tutto il carico. “Come da prassi, dato che si trattava di un invio in transito di pacchi postali su gomma, prima di eseguire un controllo a scandaglio abbiamo fatto un’analisi preliminare controllando una decina di pacchi, risultati tutti irregolari”, spiega ai microfoni di Ticinonews la capo unità della dogana di Chiasso Greta Gambetta. Successivamente “abbiamo proseguito con un controllo totale della merce, quindi dei quattro container”.
L’iter procedurale
La prassi segue dei passi ben precisi: dopo un controllo manuale si passa all’utilizzo di detector ben specifici e all’aiuto di animali addestrati per sollevare da ogni dubbio la presenza di materiale pericoloso. “Dapprima abbiamo provveduto a fare una cernita manuale, dopodiché abbiamo utilizzato i nostri mezzi”, prosegue Gambetta. “I pacchi sono passati sotto i raggi per identificare se al loro interno vi fossero merci pericolose. Infine, è stato utilizzato il cane e ci siamo anche concentrati sulla ricerca di altre sostanze, quali stupefacenti, su cui l'UDSC ha mandato di ritrovamento”.
Attenzione all’acquisto di materiale contraffatto
L’indagine viene svolta ogni giorno sulla base dell’esperienza dei collaboratori e sul dialogo con le altre strutture doganiere. “Noi ci basiamo sulla nostra analisi dei rischi e anche sulle esperienze dei collaboratori. Abbiamo la direzione a Berna e anche una nostra direzione a livello regionale, e c’è una comunicazione fluida tra le due”, conclude Gambetta. Per concludere, vale la pena ricordare che la presunzione di ignoranza non è un deterrente per evitare di essere nel torto. L’acquisto di materiale contraffatto è illegale e si rischia una denuncia da parte dei brand in questione.

