
Manca poco più di un anno alle prossime elezioni cantonali e i vari partiti stanno immancabilmente pensando alle liste per il Consiglio di Stato e per il Gran Consiglio. Tra speculazioni e toto-nomi ci sono pero alcune certezze: da un lato i Verdi dovranno trovare dei sostituti per gli ‘epurati’ Merlo, Patuzzi e Denti (che a loro volta potrebbero doversi trovare un altro partito), dall’altro c’è chi, causa regolamenti interni, non potrà più ricandidarsi. Per poter restare in Gran Consiglio l’unica via da percorrere è quella del cambio di casacca.
Una voce che da tempo sembra rincorrersi tra i corridoi di Palazzo delle Orsoline è quella di un possibile cambio di maglia del 48enne deputato PLR Andrea Giudici. Granconsigliere dal 2003, nel 2019 terminerà il suo quarto mandato e in base ai regolamenti del partito non potrà ripresentarsi per un altro quadriennio.
Che fare, dunque? Lo stesso avvocato locarnese, tra il serio e il faceto, avrebbe già ventilato l’ipotesi di passare in un altro schieramento e in questi giorni gli spifferi di Palazzo delle Orsoline indicano l’UDC come possibile destinazione. Fonti interne all'Udc confermano che "ci sarebbero discussioni in corso" e che per il deputato Plr "le porte sarebbero aperte".
Tuttavia il diretto interessato, contattato dalla redazione di Ticinonews, smentisce l’esistenza di qualsivoglia trattativa: "Valuterò nei prossimi mesi se chiedere una deroga al Plr per una quinta legislatura. Ad ogni modo credo che, dopo 16 anni, un deputato può anche smettere la sua attività in Gran Consiglio: non mi piace l'idea di rimanere attaccati alla 'cadrega' ad ogni costo. Mi sento comunque di escludere un cambio di partito".
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