
Il bilancio quotidiano dei morti provocati dal coronavirus in Brasile non dà segnali a diminuire. Così come quello dei casi. I colleghi di Teleticino hanno raggiunto Maria Teresa Gatti, responsabile dei progetti Avaid, associazione che promuove e realizza programmi di sviluppo nei paesi emergenti, tra cui il Sud America.
Gli elementi della pandemia
“Il Brasile è un po’ una realtà che incrocia tutti gli elementi negativi legati alla pandemia”, spiega Maria Teresa Gatti. Da una parte, c’è l’aspetto sanitario che è evoluto ma non sufficiente per dare risposta alla domanda numerica. Dall’altra parte, “pur essendo un Paese in transizione ha ancora molta povertà. Povertà che è legata alla realtà delle favelas”.
Le realtà sociali chiudono
Un mix, dunque, che ha coniugato tutte le difficoltà che si potevano immaginare. “Dopo l’esitazione del governo è arrivato il lockdown di tutto, anche delle realtà sociali che aiutano delle famiglie e in particolare che si occupano dei figli delle mamme sole”. E aggiunge: “La crisi è stata immediata per queste famiglie che si sono visti da una parte togliere un servizio essenziale, dall’altra una perdita consistente del lavoro e di conseguenza degli introiti”.

“Un’immediata povertà”
Allo stesso tempo queste opere educative hanno iniziato a distribuire la spesa per aiutare le famiglie, ma, precisa Teresa Gatti: “La chiusura ha portato un’immediata povertà”. “Forse dobbiamo cambiare le regole della globalizzazione, siamo andati avanti guidati dall’economia ma l’aspetto umano e la cura per la persona l’abbiamo un po’ trascurata”. E conclude: “Le tecnologie non le abbiamo fatte sviluppare per la cura delle persone: la risposta ai bisogni di fasce della popolazione che si trovano alla base della piramide stanno esplodendo. Avevamo recuperato terreno nei confronti della povertà e in pochi mesi l’abbiamo perso tutto”.
Associazione Avaid
L’associazione AVAID Volontari per l’Aiuto allo Sviluppo, nata nel 1995, promuove e realizza programmi di sviluppo nei paesi emergenti ed è principalmente attiva in Kenya e Brasile. Dalla sua creazione, l’associazione ha collaborato alla realizzazione di diversi progetti nel campo dell’educazione e della formazione professionale. A partire dal 1996 ha dato vita in Kenya, a Nairobi, all’iniziativa padrinati a favore di bambini provenienti dallo slum di Kibera per offrire loro una scolarizzazione di base che gli permetta di acquisire gli strumenti per un domani. I bambini attualmente sostenuti sono circa 500. Nel 2001, ha preso, inoltre, avvio un programma di sostegno ai genitori dei bambini attraverso il metodo di “self help groups”, che aiutano l’adulto ad intraprendere piccole attività e a organizzare l’uso del pur poco denaro che ha a disposizione. A Nairobi, AVAID ha in corso anche una collaborazione con una scuola professionale per la formazione di giovani di 18-20 anni affinché imparino un mestiere. In Brasile, a Manaus, l’associazione collabora a un progetto di formazione per l’apprendimento di metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente amazzonico, nonché alla realizzazione di corsi per l’apprendimento delle tecniche per la trasformazione dei prodotti coltivati.
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