
I deputati Sergio Morisoli e Paolo Pamini (La Destra) tornano ad abbordare il tema dei diritti civili, dopo che negli scorsi giorni il comune di Bellinzona, per il tramite della polizia comunale, ha negato la possibilità al comitato promotore dell’iniziativa per l'introduzione del "Referendum finanziario obbligatorio" di raccogliere firme in Piazza Collegiata dal 29 marzo al 26 maggio. Ultimo esempio, in ordine di tempo, di “maltrattamento del sacrosanto diritto costituzionale di raccogliere firme" scrivono i due deputati in un'interpellanza inviata al Governo.
A Morisoli e Pamini risulta che sono almeno una decina i ricorsi o reclami, presentati da promotori di iniziative popolari contro decisioni comunali che ostacolavano la raccolta firme, che sono stati accolti negli ultimi 12 anni (di cui almeno 7 negli ultimi 5 anni). Una dimostrazione del fatto che "il deplorevole fenomeno è piuttosto diffuso", scrivono i due deputati. I ricorsi o reclami concernevano in particolare decisioni prese nei comuni di Losone, Muralto, Lugano (2), Cadenazzo, Brissago, Giubiasco, Bellinzona (3).
Secondo Morisoli e Pamini questo procedere burocratico "fa perdere tempo ai promotori di iniziative popolari, complica l’organizzazione e genera costi aggiuntivi anche a carico dello Stato, che deve poi evadere i ricorsi dando ragione in almeno il 90% dei casi ai ricorrenti". Come forse avverrà anche nel caso del comitato promotore del referendum finanziario obbligatorio, che ha già presentato un reclamo al Municipio di Bellinzona. "Qualora la risposta dovesse essere negativa", scrivono i due granconsiglieri, "si renderà necessario inoltrare un ricorso al Consiglio di Stato".
Ricordando che in Gran Consiglio è già pendente un'iniziativa che solleva le difficoltà "strutturali" in merito alla raccolta firme (in particolare per il numero delle sottoscrizioni richieste e il tempo a disposizione per raccoglierle), Morisoli e Pamini sottopongono le seguenti domande al Governo, in particolare al Dipartimento delle Istituzioni:
- Come intende garantire, tutelare, favorire e facilitare operativamente i diritti democratici di cui sopra, viste le difficoltà riassunte e che appaiono più spesso di ciò che si pensa- Se ci sono direttive precise e sono definiti correttamente e separatamente i ruoli tra chi valuta e chi decide- Se intende dare nuove direttive più precise ai Comuni quanto l’applicazione delle Leggi che reggono l’esercizio dei diritti fondamentali - Se non ritiene di controllare direttamente le richieste di concessioni per la raccolta firme onde evitare crasse disparità di trattamento, lungaggini, costi eccessivi a sfavore dei promotori tra iniziative popolari- Se intende risarcire i costi procedurali e legali a carico dei promotori quando le decisioni comunali sono errate
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