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Ticino
Calmy-Rey: le reazioni dal Ticino
Redazione
15 anni fa
Giuliano Bignasca, Pierre Rusconi, Giovanni Jelmini, Walter Gianora e Sergio Savoia sulle dimissioni della consigliera federale

“È partita europeista, altermondialista e oggi - in parte - si è ricreduta. Questo è l’unico aspetto positivo della sua esperienza in Consiglio federale” dichiara il presidente della Lega Giuliano Bignasca. E il Ticino. “Attualmente non ci sono nomi di peso se non i colonnelli della Lega (Gobbi e Borradori ndr) che si possono portare a Berna”, chiude lapidario Bignasca. Per il presidente cantonale dell’UDC Pierre Rusconi, Micheline Calmy Rey “ha preso finalmente atto della votazione tragicomica ottenuta dall’Assemblea federale”. “Non ne sentirò certamente la mancanza. E come me la pensano molti svizzeri” commenta Rusconi. E per la successione? “Ho appena parlato con Tony Brunner. L’UDC rivendicherà il secondo seggio. Tuttavia, visto che l’elezione del nuovo consigliere federale sarà a dicembre, bisognerà vedere i risultati delle elezioni nazionali. Mi auguro ci siano i numeri.” E sulla possibilità di una candidatura ticinese il presidente democentrista dice che prima o poi è logico che un seggio in governo tocchi al Ticino, “il tedesco a Roma non lo capiscono” sottolinea Rusconi che aggiunge “se dal Ticino ci fosse una candidatura ufficiale, e non la solita autocandidatura che lascia il tempo che trova, si può anche ragionare su un sostegno da parte nostra a prescindere dal partito”. Giovanni Jelmini, presidente del PPD, traccia un bilancio non molto positivo degli anni a Palazzo federale di Micheline Calmy Rey. “Nel corso del suo mandato non è stata molto convincente. Si è indirizzata su alcune sue priorità senza curarsi sempre degli interessi del Paese e dei colleghi di governo. Penso ad esempio al viaggio in Iran o alle sue esternazioni nell’ambito della vertenza israelo-palestinese. Da una consigliera federale ginevrina ci si attendeva inoltre maggiore sensibilità nei confronti delle regioni di frontiera e più coinvolgimento dei cantoni periferici come il Ticino nell’ambito di temi quali l’immigrazione, il frontalierato e la mobilità”. Per il dopo Calmy Rey anche Giovanni Jelmini pensa che ci sia poco spazio per una candidatura ticinese. “Dalle prime dichiarazioni mi sembra che i socialisti siano orientati verso una figura maschile proveniente dalla Romandia. Per il Ticino verosimilmente non ci sarà spazio. Bisogna prima vedere se il Ps riuscirà a mantenere il secondo seggio in Consiglio federale insidiato da Verdi e UDC nel caso venisse confermato quello di Widmer Schlumpf. Se dal ticino arrivasse una candidatura ufficiale il PPD prenderebbe in considerazione un sostegno a patto che sia valida e che rappresenti gli interessi del Ticino”. Per il presidente del PLRT Walter Gianora “l’annuncio odierno della presidente della Confederazione è anche una mossa politica che serve a catalizzare l’attenzione sul Ps per i prossimi tempi. Per quanto riguarda il suo operato secondo me tutto sommato ha fatto bene. La sua politica ha diviso e forse avrebbe potuto essere più incisiva nei confronti dell’Europa”. Riguardo alla successione di Micheline Calmy Rey, per Gianora “è chiaro che il discorso di un rappresentante ticinese in Consiglio federale si riapre, ma mi sembra che per il momento siano tutti orientati a un candidato romando. E’ancora presto per fare valutazioni. Inoltre bisognerà vedere che ne sarà della concordanza a dicembre”. Per il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia “le dimissioni certo non coincidono con il momento migliore della nostra politica estera. Certo non è tutta colpa di Calmy Rey. Il contesto internazionale è oggettivamente difficile. Credo che il suo operato sarà giudicabile in chiave storica. Il problema della consigliera federale è quello di tutto il governo che è spento e grigio. Lei in questo ambiente spiccava. Dal lato umano diciamo che l’empatia non fa parte del suo bagaglio personale. Basti ricordare il suo atteggiamento di fronte ai ragazzi vittime dell’attentato di Marrakech”. In previsione per Savoia ora bisognerà vedere i risultati delle elezioni

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