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Ticino
Calcioscommesse: l'appello di Nicola Corti
Redazione
15 anni fa
Il pp ticinese a Fuorigioco: "Senza la querela di un club le autorità penali non possono aprire d'ufficio un procedimento"

Il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino e il procuratore pubblico ticinese Nicola Corti parlano del calcioscommesse. Il primo per confermare che si tratta di un fenomeno senza confini che tocca anche la Svizzera. Il secondo per lanciare un appello ai club ticinesi.Roberto Di Martino: "Da Lugano sono giunte informazioni utili" "Man mano che l’inchiesta prosegue - spiega Roberto Di Martino, il titolare dell'inchiesta di Cremona, in un'intervista rilasciata alla Regione Ticino - ci si rende conto che il fenomeno delle partite truccate per ottenere facili guadagni attraverso le scommesse non conosce confini. Le posso dire che procede anche per le attività commesse all’estero, che spaziano dall’Estremo Oriente all’Africa, dall’America all’Europa, Svizzera compresa". Per quanto riguarda la Svizzera l'inchiesta italiana va avanti in collaborazione con il procuratore pubblico ticinese Nicola Corti. "Certamente - ammette Di Martino - è noto che da Lugano sono giunte informazioni utili a proposito di alcuni conti correnti cifrati, riconducibili ad alcuni degli indagati". In particolare ci si riferisce ai conti cifrati riconducibili a Beppe Signori e Luigi Sartor. Ma non solo. Perché il procuratore della Repubblica di Cremona ammette che saranno verificate le posizioni dell'ex portiere del Bellinzona Matteo Gritti e di Rijat Shala (ex Lugano ed ex Novara). "Tutte le posizioni che a seguito di precedenti interrogatori (Carlo Gervasoni, ndr) presumibilmente sottintendono comportamenti illeciti saranno verificate. È la legge che lo impone". Inoltre si parla molto dell'ex giocatore del Chiasso Almir Gegic, indicato come il capo degli zingari. "Certamente - ammette Roberto Di Martino - un personaggio di primo piano. Ritengo che abbia tutto l’interesse a costituirsi, a chiarire la sua posizione. In fondo non siamo in presenza di una associazione mafiosa. L’ipotesi di reato è quella di truffa". L'appello di Nicola CortiIeri sera a Fuorigioco (per saperne di più clicca qui) il procuratore pubblico ticinese Nicola Corti ha da parte sua lanciato un appello ai club ticinesi di Challenge League. "Senza la querela di un club - ha spiegato - le autorità penali (ticinesi, ndr) non possono aprire d'ufficio un procedimento". Una querela contro ignoti o contro i giocatori inchiestati a Cremona. "In un caso come quello del calcioscomesse - precisa Corti - ci sono dei nomi fatti da altri che giustificano dei legittimi sospetti da parte di un club, il quale naturalmente deve fare internamente gli accertamenti del caso. Ma è vero che con tutto quello che viene pubblicato un club è abbastanza protetto dal rischio di una querela per denuncia mendace qualora dovesse intraprendere un’azione legale per dei sospetti su suoi giocatori". "Diciamo che - conclude Corti - la volontà di fare pulizia non basta. Bisogna avere la forza di aiutarci ad aiutarli". La prudenza di Gabriele GiuliniUn invito che il presidente dell'AC Bellinzona Gabriele Giulini - sempre a Fuorigioco - ha colto, seppur con una certa prudenza. "Prima di tutto aspetto che i fatti vengano chiariti. Voglio capire bene com'è la situazione. E una volta che saranno confermati i fatti la società e i suoi legali decideranno il da farsi. Chiaramente certi risultati avuti in passato fanno pensare e questi dubbi sono terribili. Noi siamo retrocessi anche per un quoziente reti sfavorevole. Ed evidentemente se queste cose si riveleranno vere, potremo dire di essere stati veramente danneggiati".

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