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Ticino
Calastri: "Più rispetto per l'associazione dei comuni"
Redazione
14 anni fa
Il presidente dell'ACT risponde per le rime al municipio di Lugano che ieri ha sferrato un duro attacco all'associazione.

"Il punto di vista di Lugano è comprensibile. Ma che la città se la prenda con noi è decisamente fuori luogo." L’ACT, l’associazione dei comuni ticinesi, reagisce alla dura presa di posizione che ieri il municipio di Lugano ha inviato al Consiglio di Stato. Una lettera con cui si distanzia nettamente dalla posizione assunta dall’associazione dei comuni rispetto al preventivo 2013 del Cantone, documento che chiede agli enti locali un contributo finanziario di 20 milioni. Per l’associazione dei comuni questa somma va ripartita in base alla forza finanziaria dei singoli enti locali. Lugano non è d’accordo. Lo scrive, lo sottolinea e si spinge oltre. Invita il Governo a relativizzare la forza dell’ACT, siccome non ne fanno parte i tre poli forti del Sottoceneri: Lugano, Mendrisio e Chiasso. Ma all’indomani dell’offensiva del municipio di Lugano, è il presidente dell’ACT Riccardo Calastri a passare all’attacco: “La nostra posizione in merito al contributo finanziario è una scelta di responsabilità. Un Cantone sano è negli interessi di tutti; tutti i comuni e tutti i cittadini”, spiega Calastri che ricorda i contributi cantonali di cui anche Lugano ha beneficiato. “Ad esempio, recentemente, il contributo di diversi milioni per l’aggregazione con Valcolla, oppure il miliardo investito nel piano dei trasporti del Luganese”, aggiunge il presidente dell’ACT, “ma ora anche Locarno, Bellinzona e gli altri comuni vorrebbero poter beneficiare di una serie di investimenti”. E sulla forza dell’ACT, che secondo Lugano è da relativizzare, Calastri afferma: “Pur senza Lugano, Chiasso e Mendrisio rappresentiamo un centinaio di enti locali per un totale di circa 200'000 cittadini. Non vi sembra sufficientemente rappresentativo? Certo, se anche i tre poli del Sottoceneri si unissero a noi, saremmo molto più forti quando ci sediamo al tavolo delle trattative di fronte al Consiglio di Stato”.

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