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Benzina
Cala il prezzo, ma i gestori restano sotto pressione
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Teleticino
4 anni fa
Malgrado le recenti diminuzioni del prezzo della benzina, le stazioni di servizio di frontiera fanno sempre più fatica a reggere la concorrenza.

Chi utilizza più spesso la propria vettura avrà sicuramente notato le diminuzioni del prezzo della benzina, che è scesa sotto i 2 franchi al litro anche nel mendrisiotto, regione che segna i prezzi più alti alla colonnetta. Ciò che tuttavia mantiene i gestori delle stazioni di rifornimento sotto pressione è il fatto che anche al di là del confine con l’Italia i prezzi sono scesi. Ticinonews ha incontrato diversi esponenti del settore per capire meglio la situazione. 

Affari d'oro per i benzinai d'oltreconfine

La differenza di prezzo è importante: facendo pochi chilometri, si arriva a risparmiare 40 centesimi al litro. I gestori della zona di confine, sul versante italiano, affermano di aver registrato un aumento del giro d’affari del 30% circa. Tra chi ha contribuito a questo aumento non si trovano tuttavia solo i guidatori della Svizzera italiana, ma anche turisti provenienti tra Germania o Olanda. 

...primi licenziamenti e difficoltà sull'altro versante

Dall’altro lato della frontiera, la situazione è ben meno rosea: alcuni distributori sono stati chiusi, mentre in altri sono scattati i primi licenziamenti. La questione è seria anche in un’altra zona di confine, il Malcantone, come confermato da Pietro Lurati, responsabile marketing di una pompa di benzina di Caslano. Lurati stima una diminuzione delle vendite del 90% per quanto concerne le stazioni più piccole, che “stanno soffrendo”. Lo stesso responsabile lancia poi un appello alle forze politiche: sarebbero solo queste, tramite degli aiuti statali, che potrebbero risollevare la situazione prima che sia troppo tardi: “ancora un po’ possiamo tenere botta, ma dire che ci possiamo permettere queste difficoltà non è più così vero; o meglio, con il tempo lo è sempre di meno”.