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Ticino
Caimi assolto
Redazione
13 anni fa
La denuncia di Sergio Savoia è stata ritenuta priva di consistenza. Intanto il rapporto sulla Logistica viene criticato dal Governo: "Informazioni non corrette"

Il procuratore pubblico Andrea Pagani ha decretato un non luogo a procedere in merito alla denuncia inoltrata una decina di giorni fa dal coordinatore dei Verdi Sergio Savoia nei confronti del presidente della Commissione di inchiesta sulla Logistica Carlo Luigi Caimi (PPD).

Ne dà notizia oggi il GdP. Savoia accusava il collega di Parlamento di violazione del segreto d'ufficio, induzione alla falsa attestazione e denuncia mendace. Un'accusa, quest'ultima, relativa alla querela che Caimi aveva sporto nei confronti di Savoia nel maggio scorso, anche quella conclusasi con un decreto d'abbandono.

Il procuratore pubblico ha ritenuto che Caimi fosse tenuto dal suo ruolo di presidente della Commissione a denunciare Savoia per un sospetto di violazione del segreto d'ufficio. Inoltre il deputato PPD, che ha agito su richiesta del Ministero pubblico, ha sempre informato correttamente l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Da qui la decisione di ritenere prive di consistenza le accuse e di chiudere il caso con un decreto d'abbandono.

Il GdP precisa infine che le spese giudiziarie di questa vicenda saranno tutte accollate allo Stato.

In merito alla Commissione d'inchiesta sulla Logistica, infine, ricordiamo che il rapporto finale verrà presentato quest'oggi, alle 10.30, a Bellinzona.

E proprio su questo rapporto, pubblicato ieri sera sul sito del Cantone, il Consiglio di Stato ha bacchettato il deputato PPD, presidente della Commissione che l'ha redatto. In una presa di posizione allegata al rapporto, il Governo, pur riconoscendo aspetti positivi del lavoro svolto dalla Commissione d'inchiesta, precisa di "non assumere alcuna responsabilità nel caso in cui dovessero emergere delle contestazioni da parte di persone che si sentissero lese nella propria professionalità."

"Quanto indicato nel rapporto appare un'interpretazione soggettiva della commissione, una sorta di forzatura, non innocente, se poi consideriamo che sulla base della stessa la commissione giudica l'azione del DFE e del Consiglio di Stato" si legge ancora nella presa di posizione. "Il capitolo si chiude con una serie di considerazioni critiche che, pur sforzandoci di cogliere in modo costruttivo, fatichiamo a condividere."

Il Governo accusa inoltre Caimi di aver fornito "informazioni non corrette tese a dimostrare la quasi totale assenza di incontro tra la direttrice del DFE e l'allora caposezione Massimo Martignoni."

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