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Ticino
Cadenazzo: inquinamento confermato
Redazione
17 anni fa
Giunte le prime analisi sui campioni di terra alla ex Foft. Intanto il dipartimento del territorio ordina nuove analisi sulla falda freatica

L’inquinamento di Cadenazzo c’è, ma è sicuramente minore rispetto a quanto ci si attendeva. Della ventina di prelievi di terra eseguiti in corrispondenza delle buche scavate sul ex terreno della Foft, il dipartimento del territorio ha ottenuto oggi i risultati delle prime analisi. Solamente 4 dei 10 campioni consegnati alla Sezione del suolo presentano tracce di inquinamento da idrocarburi. Tracce per lo più esigue. E tuttavia è ancora presto per mettere un punto finale sulla vicenda. Per stabilire con esattezza l’entità dell’inquinamento si devono ancora attendere i risultati delle analisi effettuate su altri campioni di terra così come le controanalisi volute dalla Shell, la prima proprietaria del terreno incriminato. Negli ultimi 10 anni infatti il terreno è passato dalle mani della Shell, alla Foft e poi dal 2008 alla Tenconi di Airolo. Oggi dunque i primi risultati: l’inquinamento c’è ma è meno esteso del previsto. Ora la Sezione del suolo dovrà stabilire se il terreno andrà risanato oppure se basterà rimuovere la terra contaminata. Un quesito al quale la Sezione darà una risposta solamente dopo aver ottenuto le analisi disposte in questi giorni alla falda freatica. A sei metri di profondità sono stati prelevati alcuni campioni d'acqua. Se presenteranno traccia dell’inquinamento, il Cantone ordinerà un risanamento. In caso contrario si opterà per la rimozione della terra contaminata. Il prossimo appuntamento dunque è per venerdì, quando giungeranno a Bellinzona le ultime analisi dei campioni di terra, così come le controanalisi della Shell e quelle della falda freatica. Poi le parti – Shell, Foft e Tenconi - si incontreranno per chiarire le rispettive responsabilità. Ma con ogni probabilità l’inquinamento risale proprio all’attività di stoccaggio di benzina e diesel della Shell iniziata nel 1938.fp

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