
Il maxi bordello con 28 appartamenti per le prostitute non si farà nella zona commerciale e industriale di Cadenazzo. Il Governo ha infatti accolto, riferisce il GdP, il ricorso dei residenti che si sono opposti alla realizzazione dell'opera. La decisione del Consiglio di Stato annulla quindi la licenza edilizia rilasciata dal Municipio nel settembre 2014 all'imprenditore Massimo Marchetti, ex gerente dell'Hollywood.
Marchetti, ricordiamo, voleva costruire il postribolo in un'area di 2000 metri quadrati, appena oltre la ferrovia. Ma per i cittadini l'inserimento del postribolo è in constrasto con l'attuale Piano regolatore, che per l'area prevede attività commerciali ed artigianali poco moleste.
Nella sua risposta, inoltrata ieri alle parti, il Governo ha respinto alcune osservazioni dei ricorrenti, sottolineando che l'area "non è a vocazione residenziale, ma è stata concepita come zona mista nella quale, oltre agli insediamenti abitativi esistenti, sono permesse le attività artigianali (attività produttive) poco moleste e le attività mercantili (commerciali)". In questo senso il bordello risulta conforme alla zona presa in considerazione. Quel che non risulta conforme è invece l'appartamento di 180 mq al piano mansarda che si intende destinare al custode. Riserve sono state pure espresse sulla perizia fonica presentata dal promotore del bordello per rispondere alle censure dei residenti sui rumori molesti causati dal traffico nella zona. Per questi motivi il Governo ha accolto il ricorso dei residenti.
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