
Più coraggio contro i grandi predatori, più controlli per gli ungulati e più spazi adeguati dove poter praticare il tiro. Sono in sostanza i tre grandi temi affrontanti sabato 6 maggio durante l’Assemblea annuale della Federazione Cacciatori Ticinesi (FCTI), riunitasi a Brissago, che ha chiuso un bilancio di stagione 2016 nel segno della continuità, con circa 1323 catture. Osservato speciale, anche nel 2017, resta il camoscio.
"Un anno buono, nel segno della continuità", lo ha definito il presidente FCTI Fabio Regazzi. “Chiederemo al Dipartimento di confermare anche quest'anno lo stesso metodo di caccia".
Tre come detto i temi più caldi affrontati oggi, a partire da quello dei danni alla selvaggina (per i quali nel 2016 il cantone ha speso 750'000 franchi contro gli 825'000 del 2015), continuando con quello dei grandi predatori, vero e proprio grattacapo per il settore.
"Nonostante sia pendente una modifica della legislazione sulla caccia, che sostanzialmente dovrebbero permettere interventi di regolazione sulle popolazioni di lupo a determinate condizioni, in particolare qualora gli esemplari presenti sul territorio creano danni eccessivi ai greggi e anche agli effettivi degli ungulati, da più parti vengono richiesti interventi molto più drastici, come ad esempio sta facendo la Federazione dei cacciatori vallesani - così ancora Regazzi - Personalmente nutro qualche dubbio che sia questa la strada giusta da seguire, anche perché potrebbe vanificare quello che è stato ottenuto. Ad ogni buon conto, questa situazione di stallo deve essere superata al più presto, prima sia tropo tardi e che il problema scappi di mano".
Centrale, oggi, anche il tema delle prove obbligatorie di tiro: un obbligo formalizzato a livello federale ma al quale il Ticino non si è ancora adeguato, dotandosi delle infrastrutture necessarie
Questa edizione ha più o meno visto tornare il sereno nei rapporti fra cacciatori e Dipartimento del Territorio più volte criticato di scarsa collaborazione su temi sensibili. E anche se l’assenza del Ministro Claudio Zali oggi, a Brissago, si è fatta sentire dalla Federazione sono arrivate pronte rassicurazioni. In conclusione, Regazzi ha innanzitutto ringraziato Claudio Zali, Moreno Celio e a Giorgio Leoni," che rappresentato il partner istituzionale della FCTI".
"Il clima di lavoro, grazie anche al nuovo collaboratore scientifico Federico Tettamanti che ha portato impulsi positivi in seno all’UCP, è buono e potrei addirittura dire ottimo. Le divergenze di veduta e qualche inevitabile scontro non mettono di certo in discussione il costante dialogo e la proficua collaborazione che si è instaurata, che consente di confrontarci in modo aperto, schietto e non da ultimo rispettoso alla ricerca di soluzioni".
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino allegato.
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