
Avrebbe già sostanzialmente ammesso i fatti, Francesco Caccia, il capo finanze dell'Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e Valli licenziato in tronco a seguito della scoperta di un furto nelle casse dell'ente.
Un furto avvenuto nella notte tra il 25 ed il 26 febbraio. Francesco Caccia - presidente del Patriziato di Cadenazzo, dove è stato pure consigliere comunale nei ranghi del PLR - ha scassinato la serratura della porta d'entrata della sede di Locarno, cercando così di depistare le tracce e far ricadere la colpa sui fantomatici soliti ignoti. Poi, una volta negli uffici, si è procurato la chiave della cassaforte ed ha prelevato tutto il denaro che vi era contenuto: circa 90'000 franchi secondo quanto riferito ieri da LiberaTV, "solo" 30'000 franchi secondo i quotidiani di oggi.
Il furto è stato scoperto il mattino seguente, dalla prima persona che è entrata negli uffici di Locarno. Inizialmente il tentativo di depistaggio messo in atto da Caccia ha funzionato, ma dopo diversi giorni il capo finanze, messo sotto pressione, avrebbe confessato.
L'inchiesta, ricordiamo, è condotta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Secondo le voci che circolavano ieri a Locarno, sembra che Caccia si sarebbe appropriato di quei soldi per ripagare dei debiti legati al vizio del gioco. Non è dato sapere, al momento, se si tratti del suo primo furto ai danni dell'OTLMV e se vi siano altre persone coinvolte. Quel che si sa è che Caccia è stato licenziato ed è ora indagato per i reati di furto, appropriazione indebita e amministrazione infedele.
Il presidente dell'OTLMV, Aldo Merlini, ha dal canto suo espresso profondo dispiacere per quanto accaduto, ribadendo la piena fiducia a tutti gli altri dipendenti dell'ente.
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