
Dopo nove giorni ad orario continuato, al posto di controllo di Gudo da oggi l’attività si concentra a fine mattina e in serata. In un’ora sotto la tettoia passano una ventina di furgoni e pick up con altrettanti capi abbattuti: parecchi cinghiali, diversi cervi e un camoscio. Uno dopo l’altro, i cacciatori mostrano i loro trofei, pregustando nuove e memorabili catture: camosci grandi come un piccolo boiler o cinghiali vicini al quintale.Un bilancio provvisorio ci dice che i numeri sono inferiori all’anno scorso, fatta eccezione per i cervi vista l’apertura della caccia al fusone, nel frattempo già chiusa.
"I primi giorni sono stati caldi anche ad alta quota - spiega Federico Tettamanti dell'Ufficio Caccia e Pesca del Dipartimento del Territorio - e questo influisce sul movimento degli animali che si muovono maggiormente alla mattina presto e alla sera e durante il giorno si riposano. Questo ha influito sulle catture dei primi giorni. Con le temperature piu fresche alcuni cacciatori sono scesi dall'alta montagna, mentre altri sono ancora in alta quota. Il fresco migliora la visibilità degli animali."
L’attività dei posti di controllo come quello di Gudo permettono di verificare il rispetto del regolamento sulla caccia e forniscono indicazioni importanti sulle popolazioni di ungulati.
"Prendiamo il peso, la lunghezza della zampa posteriore del cervo, vediamo il numero di punte che ha il cervo sulle corna - spiega Tettamanti - Nei camosci distinguiamo età, sesso, dentatura e i dati li analizziamo con l'università di Friborgo. Per ottenere che cosa? L'idea è quella di valutare l'andamento della popolazione, quindi la costituzione fisica degli animali. In poche parole come stanno gli animali dei nostri boschi. Abbiamo dati da 20 anni ed è importante studiarli."
C’è poi un’analisi particolare che viene fatta solo sui cinghiali. Alcuni esemplari portano in dote le tracce del disastro nucleare di Chernobyl, ma questa mattina i controlli non hanno rilevato concentrazioni fuori norma di Cesio 137.
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