
Domenica 27 settembre 2026 è terminata la stagione di caccia alta 2026. Questo periodo venatorio si è svolto dal 5 al 20, nonché dal 23 e 27 settembre 2026, per un totale di 20 giorni di caccia. I 1721 cacciatori ticinesi che hanno staccato l’autorizzazione per questo periodo venatorio potevano abbattere camosci, caprioli, cervi, cinghiali, marmotte, volpi e tassi.
Nonostante il cambiamento di calendario introdotto nel 2025 e confermato nel 2026, che ha previsto l’apertura della stagione una settimana più tardi rispetto agli anni precedenti, le condizioni climatiche tipicamente estive, caratterizzate da temperature elevate, scarse precipitazioni e persistente siccità, hanno reso in parte più difficoltosa l’attività venatoria. In tali condizioni, infatti, la fauna selvatica tende a concentrare maggiormente la propria attività nelle ore notturne, risultando quindi meno attiva nelle ore serali e all’alba.
I dati delle catture per le singole specie sono i seguenti:
Per il camoscio le catture sono leggermente aumentate. In totale nel 2026 sono stati abbattuti 501 camosci (254 maschi adulti, 162 femmine adulte e 85 anzelli di 1.5 anni), mentre nel 2025 erano 463. I Distretti con le maggiori catture sono risultati il Locarnese, la Leventina e la Valle Maggia.La quota raggiunta è inferiore al piano di abbattimento di 800 capi (350 maschi adulti, 350 femmine adulte e 100 anzelli di 1.5 anni). Il lieve aumento delle catture di questa specie è principalmente da imputare alle condizioni meteo particolarmente favorevoli nel giorno di cattura diretta al maschio adulto (martedì 8 settembre 2026).
Le catture di cervo sono diminuite rispetto al 2025, attestandosi a 1’882 capi, a fronte dei 2’163 registrati nel 2025. Nel complesso sono stati prelevati 972 maschi, 675 femmine e 235 cerbiatti.Va tuttavia ricordato che il dato del 2025 era stato eccezionalmente elevato, anche grazie a condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli all’esercizio venatorio. Il dato del 2026 va pertanto considerato nel contesto della media pluriennale. In quest’ottica, il prelievo del 2026 risulta superiore del 10% rispetto alla media quinquennale 2020–2024.
Il piano di abbattimento, definito in funzione dei censimenti e per limitare i danni al bosco e alle colture agricole, non è tuttavia stato raggiunto e dunque si rende necessario aprire la caccia tardo autunnale che avrà luogo da metà novembre a fine dicembre 2026. Come lo scorso anno, a questa caccia potranno partecipare anche i cacciatori che non hanno staccato l’autorizzazione di caccia alta, ad un prezzo maggiorato rispetto al costo regolare.
Le catture di capriolo sono diminuite del 30% rispetto al 2025, passando da 239 a 167 capi. La riduzione dei prelievi può essere ricondotta a diversi fattori.Da un lato, il capriolo sembra suscitare un interesse venatorio più limitato rispetto ad altre specie e, di conseguenza, rappresenta una preda meno ricercata. Dall’altro, la specie presenta una distribuzione disomogenea sul territorio ticinese: a fronte di comparti caratterizzati da densità relativamente elevate, in altri la sua presenza risulta invece sporadica.A questi fattori si aggiunge, localmente, la possibile competizione con il cervo, che può incidere sulla disponibilità di habitat e sulle dinamiche delle popolazioni. In alcune aree, inoltre, la densità del capriolo può essere influenzata dalla presenza dei grandi predatori quali il lupo e la lince.
Per il cinghiale, gli abbattimenti riferiti al periodo della caccia alta mostrano un aumento rispetto allo scorso anno. I capi catturati nella sola caccia alta per questa specie sono 399 (284 nel 2025). 13 di questi capi sono stati confiscati dall’Ufficio del veterinario cantonale poiché presentavano elevati tassi di cesio-137.
Tenendo conto degli abbattimenti da parte degli agenti della polizia della caccia e dei cacciatori muniti di permesso di guardacampicoltura (contenimento danni), ai quali vanno aggiunte le catture in caccia estiva, da inizio 2026 sono stati catturati in totale 1’528 cinghiali (stato al 30.09.2026), contro i 2041 del 2025 sul medesimo periodo. Ci si augura che la tendenza alla diminuzione (probabile testimone di un calo delle popolazioni di questo ungulato) sia confermata anche nei prossimi anni nell’ottica della prevenzione dei danni e dell’auspicata riduzione degli effettivi come previsto nella strategia di prevenzione contro una potenziale epidemia di peste suina africana (PSA).Ulteriori prelievi dei cinghiali saranno effettuati durante la caccia speciale che si svolgerà tra metà novembre 2026 e inizio 2027. Come lo scorso anno, sarà possibile acquistare direttamente l’autorizzazione alla caccia del cinghiale, anche da parte dei cacciatori che non hanno staccato una delle autorizzazioni delle categorie ufficiali, a un costo maggiorato rispetto al prezzo regolare. Inoltre, i soli iscritti alla caccia speciale al cinghiale 2026 potranno eventualmente partecipare alla caccia estiva 2027, che, se sarà confermata anche in funzione della PSA, sarà riproposta come gli ultimi anni ad iscrizione e senza una ulteriore tassa aggiuntiva.
Per la marmotta, il tasso e la volpe, i dati delle catture saranno disponibili solo dopo il rientro dei Fogli di controllo in quanto esentati dall’obbligo di essere presentati a uno dei posti ufficiali di controllo.
Complessivamente la caccia alta 2026 si è svolta in modo corretto. Si segnalano poco più di 130 autodenunce, 6 casi di ritiro della patente di caccia per violazioni particolarmente gravi della legislazione cantonale e federale e 45 infrazioni minori.

