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Ticino
Burqa, turismo e libertà
Burqa, turismo e libertà
Burqa, turismo e libertà
Redazione
11 anni fa
Natalia Ferrrara Micocci, Ivo Durisch, Iris Canonica e Massimo Suter a Piazza del Corriere

Il 22 settembre 2013 i cittadini ticinesi hanno detto forte e chiaro no al burqa, il 65,4% dei votanti si è espresso a favore di un divieto da iscrivere nella Costituzione. Quello ticinese è stato un voto storico per il Ticino e per la Svizzera. Al punto che, ed è storia recente, un’iniziativa fotocopia a quella del nostro Cantone è stata lanciata a livello federale. Insomma, il Ticino ha fatto scuola.

Ora si tratta di dare seguito a quell’iniziativa perché, sottolineano i promotori della raccolta delle firme, la volontà va rispettata fino in fondo. Ma c’è chi arriccia il naso perché il divieto del burqa potrebbe frenare il turismo e generare problemi d’applicazione. Il settore turistico, è risaputo, vive una crisi profonda, c’è chi ritiene sia ormai inarrestabile. A meno che si riesca davvero a catturare l’attenzione di nuovi mercati, magari di donne che portano il burqa e che dispongono di mezzi finanziari importanti.

Il divieto, secondo una stima, potrebbe farci perdere 16 milioni di franchi l’anno. Va bene così? La nostra libertà non ha prezzo? E che dire di questo divieto in un momento decisamente caldo sul piano internazionale? Non c’è da temere che qualcuno lo recepisca come una provocazione?

Se ne parla questa sera, martedì 24 novembre, dalle 20.40 a Piazza del Corriere, in diretta su TeleTicino. Moderati da Gianni Righinetti si confronteranno Natalia Ferrara Micocci, Ivo Durisch, Iris Canonica e Massimo Suter.

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