
Come più volte preannunciato, giovedì scorso il giurista Filippo Contarini (nella foto) e Martino Colombo hanno inoltrato un ricorso al Tribunale federale contro la Legge sulla dissimulazione del volto che deve entrare in vigore in Ticino il prossimo 1° luglio.
Lo ha reso noto lo stesso Contarini sul suo sito personale, ringraziando gli "studenti, praticanti, avvocati, giudici, professori, ma anche persone esterne al mondo del diritto" che hanno contribuito a redigere il ricorso.
"Contestiamo la violazione della libertà di espressione delle idee politiche, di autodeterminazione informativa, di manifestazione, di riunione, di movimento, economica, nonché del diritto ad avere un giudice, della violazione della forza derogatoria del diritto federale, del diritto ad un trattamento uguale e del divieto di arbitrio" scrive Contarini.
"Non è vero che il rispetto di un vivere comune da noi prevede il vedersi in faccia” aggiunge il ricorrente. "Perché coprirsi il volto è talvolta necessario, fosse solo per dare la chance a chi sarebbe represso di esprimersi, o per comunicare qualcosa spersonalizzandosi. Non è sempre teatro, non è sempre religione, non è sempre carnevale. Talvolta il vivere assieme è un’alchimia complessa e gli apprendisti stregoni ticinesi non lo hanno minimamente preso in considerazione, banalizzando il concetto stesso di relazione sociale."
"Respingiamo con forza la critica di chi ci dice che non stiamo difendendo le donne" prosegue il giurista già candidato al Consiglio nazionale per il Partito Socialista. "Siamo a favore della parità di genere e contro l’oppressione. Questa legge però non difende le donne, mentre viola i nostri diritti democratici. Anzi, rilanciamo: l’autorità crei in via Nassa un museo sull’emancipazione femminile! Farebbe bene alla consapevolezza del ruolo della donna in Ticino e non metterebbe in discussione nessun diritto democratico di noi cittadini laici ticinesi."
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