
La Polizia comunale di Lugano è dovuta intervenire questa sera in seguito a una segnalazione sulla presenza di una donna con il volto coperto presso lo Spaghetti Store in Piazza Rezzonico.
Come spiegatoci dal personale del ristorante, gli agenti giunti sul posto hanno consegnato alla donna, che stava cenando in compagnia del marito, il volantino informativo nel quale si spiega l'entrata in vigore della nuova legge.
La segnalazione è stata fatta verosimilmente da un passante che l'ha notata seduta a un tavolo del ristorante, ma il tutto si è fortunatamente risolto senza clamore. Come confermato dal personale, non le è stata inflitta alcuna multa. La turista si è scusata, ha immediatamente tolto il velo e in seguito si è allontanata con il marito una volta finita la cena.
Un caso analogo si era verificato l'8 luglio scorso, quando una turista saudita era stata fermata dalla Polizia comunale in piazza Manzoni con il volto coperto da un niqab. Gli agenti le avevano consegnato il volantino informativo e la donna si era subito scusata con gli agenti togliendosi il niqab.
Gli agenti avevano deciso di non multarla, in quanto la Città di Lugano aveva deciso di applicare un "periodo di tolleranza" durante il quale si punta ad informare sulla nuova legge. Periodo di tolleranza che a quanto si dice sta funzionando, in quanto i turisti comprendono il divieto e si adeguano alla legge, fanno sapere alcuni esercenti.
Il 13 agosto,invece, in corso Elvezia due agenti in moto della Comunale e una volante della Cantonale hanno dovuto fermare, sempre in seguito a una segnalazione, una famiglia musulmana. Ma invano, perché la donna portava uno chador, ovvero un copricapo che non dissimula il volto e che non è vietato dalle nuove norme.
A Lugano ci sono state diverse segnalazioni fondate, ma la città sembra voler puntare sulla sensibilizzazione, non multando direttamente le donne con il volto coperto ma bensì 'ammonendole'.
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