
Si è riunita oggi la Commissione petizione e ricorsi, sotto la presidenza di Armando Boneff, per discutere di due temi: il ricorso presentato da Matteo Cheda, e altri, contro la proclamazione dei risultati della votazione cantonale del 23 settembre scorso, che vide l'accettazione popolare del progetto per il semi-svincolo di Bellinzona, e l'iniziativa "anti-burqa" presentata da Giorgio Ghiringhelli lo scorso 25 marzo 2011. Se nel primo caso la discussione è stata breve, con conseguente invito al Gran Consiglio a una dichiarazione di irricevibilità del ricorso di Cheda, nel secondo caso la situazione si è rivelata più complessa. La Commissione, pur dichiarando di aver ben presente l’imminente scadenza dei termini per la messa in votazione dell’iniziativa, considera che la delicatezza della medesima, che impone addirittura la modifica della Costituzione cantonale, non possa prescindere da una presa di posizione del Consiglio di Stato, già richiesta e più volte sollecitata. Posizione assunta da tutti i commissari, con sole due astensioni. Non appena sarà in possesso di questo documento, la Commissione, che ha già approfondito la materia, procederà senza indugio alla redazione del o dei rapporti commissionali. La Commissione fa presente che, al fine di evitare lungaggini, nell’ottobre del 2011 inoltrò al signor Ghiringhelli una controproposta legislativa che avrebbe permesso di ottenere il medesimo risultato senza modificare la Costituzione ticinese e senza generare costi. Questa controproposta è stata rifiutata dal primo firmatario dell’iniziativa. Malgrado le rassicurazioni ottenute da parte del presidente del Gran Consiglio Michele Foletti, che aveva assicurato di voler fare il possibile perché si arrivi alle urne il 9 giugno, Giorgio Ghiringhelli rischia così di vedere i tempi della sua iniziativa dilatarsi ulteriormente.
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