
Malgrado l'accoglimento in votazione popolare del divieto di dissimulare il volto in pubblico in Ticino, si vedono sempre più frequentemente alle nostre latitudini turiste che indossano il burqa o il niqab.
Una constatazione che chiunque può verificare passeggiando sul lungolago di Lugano o al FoxTown, ad esempio, e che viene confermata dall'associazione degli albergatori.
"È vero, non abbiamo numeri precisi ma l'aumento c'è stato" dichiara al GdP il presidente di Hotelleriesuisse, Lorenzo Pianezzi. "Siamo ancora comunque a cifre contenute, ma la tendenza all'incremento c'è."
Secondo il presidente degli albergatori, la stragrande maggioranza di queste turiste non è al corrente del divieto accolto un anno fa dal popolo ticinese. E dunque non si sente minacciata. Ma in futuro, una volta che il divieto sarà entrato in vigore, il Ticino potrebbe perdere turisti facoltosi.
"Perciò noi chiediamo tolleranza per il settore" afferma Pianezzi. "Io auspico che chi arriva per qualche giorno possa mantenere le sue abitudini. Noi li accogliamo e vogliamo farli sentire a casa loro. È ovvio che non devono stravolgere la nostra società, ma non mi sembra lo facciano. Ecco perché io credo che sia necessaria un'eccezione per i turisti."
" Io non vorrei trovare, un domani sul lungolago di Lugano o al Castello di Bellinzona, l'agente di Polizia che fa levare il niqab a una turista. Il nostro settore non ne ha assolutamente bisogno" aggiunge il presidente degli albergatori. "E non dimentichiamo che il turismo ha investito in quei Paesi per promuovere la nostra regione."
"Sia chiaro che io rispetto la volontà popolare" conclude Pianezzi. "Tuttavia delle deroghe al turismo sono necessarie."
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