
"Non stava bene, aveva dei mal di pancia. Saliva sul bus per andare a scuola ma scendeva alla fermata successiva e tornava a casa". Inizia così la testimonianza di Bruna Sagrillo, che a Ticinonews ha voluto rompere il silenzio e denunciare l'orrore vissuto da sua figlia, vittima di bullismo. Lei, ci racconta, "si chiama Emma e quando tutto è iniziato aveva 12 anni". Inizialmente, continua Bruna, "siamo andati dal pediatra e abbiamo fatti tutti gli esami possibili, ma mia figlia non aveva nulla che giustificasse questo suo malessere". Un giorno, però, Emma si trova in un centro commerciale con sua mamma e improvvisamente si blocca e resta ferma, pietrificata. "Ho notato dei suoi compagni di scuola e ho capito che qualcosa non andava. In seguito, tramite un'altra mamma che a sua volta aveva una figlia vittima di una bulla, ho scoperto cosa stava succedendo. Così siamo andate in polizia e lì ho scoperto che questa bulla scriveva a mia figlia e le diceva 'ti sto dietro finché non ti suicidi'". A Emma, però, il commissario di Polizia mostra dei video che ritraggono questa ragazza vittima a sua volta dei bulli, e così la giovane decide di non sporgere denuncia.
"Ti senti impotente e giudicata"
Emma, vittima di una bulla, "non riusciva più ad andare a scuola. Aveva voti alti, ma faticava a concentrarsi". In seguito sono arrivati anche i ricoveri in due strutture sanitarie del Cantone. "Il primo ricovero è avvenuto all'Ospedale Civico di Lugano, perché oltre a non mangiare più, mia figlia aveva anche smesso di bere", continua Bruna. "È stata lì per un mese e mezzo". Ma quello non è stato l'unico ricovero. "Nella struttura Luganese è entrata altre tre volte, mentre a 16 anni ha deciso di andare all'Ospedale Beata Vergine, dove c'è un reparto per chi soffre di disturbi alimentari". Una situazione difficile per la figlia, ma anche per la madre. "Mi sono sentita impotente, incapace di gestire la situazione", ci confida. "Avevo paura di sbagliare e peggiorare il tutto, anche perché non esiste una linea guida da seguire. Ti senti impotente e giudicata, perché il giudizio c'è sempre". Ora Emma ha 18 anni e "inizia a stare meglio, anche se le problematiche non sono sparite e le ricadute, a volte, ci sono".
L'esperta: "Attenzione ai campanelli d'allarme"
Quanto raccontato da Bruna è un caso, quello di sua figlia. Ma qual è la situazione in Ticino? "In realtà", spiega a Ticinonews Ilaria Bonadies Montagna Maffongelli, presidente dell'Associazione TIrispetto, "possiamo far capo alla pubblicazione 'Scuola a tutto campo' della Supsi, del 2023, che riporta i dati del 2018". Dalla statistica, come si può leggere a pagina 259, emerge che gli episodi di bullismo subiti con frequenza elevata, da due o tre volte al mese a più di una volta a settimana, riguardano percentuali molto contenute di allievi e allieve. Essi si verificano in quota inferiore per i ragazzi di 14 anni e per le ragazze di 15 anni (poco più del 2%), mentre le percentuali maggiori si osservano fra i ragazzi di 12 anni (8%) e le ragazze di 13 anni (8%). In termini assoluti, queste percentuali riguardano un numero molto basso di allievi (circa 4 ragazzi di 12 anni e 4 ragazze di 13 anni) del campione considerato. Il consiglio della presidente è quello di "cercare di individuare dei cambiamenti a livello di comportamento nei propri figli, come il non voler più uscire di casa o andare a scuola, ma anche non dormire o dei voti scolastici che peggiorano. Non ci sono segnali chiari, è vero, ma è importante mantenere un dialogo aperto e cercare di chiarire il motivo di nuovi atteggiamenti o di nuove dinamiche. Per questo è anche importante parlare con i figli, così come con altri genitori o i docenti".

