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Politica
Bühler: «Corriamo per imprimere una nuova rotta all'attuale Governo»
Redazione
2 ore fa
È divorzio per la destra ticinese in vista delle Cantonali. Dopo mesi di attesa e il veto sulle politiche di Claudio Zali, l’UDC annuncia: «Il tempo è scaduto, correremo da soli». La Lega si dice sorpresa e contrattacca: «Per gli ex alleati sono più importanti i nomi del concetto di area». Ancora incerto il destino per le Federali

Neanche ventiquattro ore fa ci chiedevamo fino a quando l'UDC sarebbe stata disposta ad attendere una decisione della Lega prima di annunciare pubblicamente il divorzio. Ebbene, la risposta è arrivata questa mattina. «Una scelta di coraggio, coerenza e rispetto verso i cittadini», si legge nella nota firmata dal capogruppo UDC Alain Bühler, che punta ancora una volta il dito contro la politica di Claudio Zali. «A noi interessa difendere il Ticino», replica a stretto giro il coordinatore della Lega dei Ticinesi Daniele Piccaluga, che si dice anche sorpreso. «Nel corso di queste settimane, anzi di questi mesi, c'è sempre stata una comunicazione diretta. Mi sarei aspettato, prima di leggere una decisione del genere sulla stampa, almeno un messaggio», per il coordinatore del movimento di Via Monte Boglia, l’UDC «ha sempre posto il veto su Zali. Noi abbiamo sempre detto che un'eventuale decisione su questo punto sarebbe spettata all'assemblea». Ma oggi la Lega ha appreso invece che l'UDC ha deciso «di dare priorità ai nomi piuttosto che al concetto di area, che in questi mesi aveva sempre sostenuto».

Bühler: «Una questione politica, non personale»

«Le politiche di Claudio Zali e quelle dell'UDC non sono compatibili», sostiene dal canto suo il democentrista Alain Bühler, affermando che lo stesso Zali ha dichiarato «di non sentirsi vicino all'UDC, ma piuttosto ai Verdi». E in questo senso, il democentrista sottolinea che persino le sue politiche in Consiglio di Stato «dimostrano un'impostazione ambientalista, statalista e contraria alla responsabilità individuale. È quindi una questione politica, non personale». Bühler prosegue spiegando che l’UDC è stato chiaro fin dall’inizio, con il primo termine fissato a settembre per ottobre, poi spostato a dicembre, quindi a marzo e, infine, alla fine di giugno. «Quando domenica sera il presidente (dell’UDC Ticino, ndr) Piero Marchesi ha ricevuto la comunicazione che una risposta non sarebbe arrivata prima dell'assemblea estiva della Lega, abbiamo deciso che non c'era più motivo di attendere. Era necessario fare chiarezza nei confronti dei cittadini ticinesi. Per questo oggi abbiamo deciso di correre da soli».

Piccaluga: «La vicenda è chiusa»

Un botta e risposta che arriva infatti dopo mesi di scontri politici e verbali tra le due forze, culminati forse con quel «Siete nulli», pronunciato da Claudio Zali nei confronti del gruppo UDC in Gran Consiglio durante l'infuocato dibattito sul tram-treno dello scorso dicembre. Già allora molti davano per conclusa l'alleanza. Gli interessi politici in gioco per entrambe le parti, sarebbe ipocrita negarlo, hanno però rinviato la resa dei conti fino a oggi. Sul tavolo ci sono anche le elezioni federali e quelle comunali. «Personalmente, da quanto ho appreso oggi attraverso la stampa, credo che la vicenda sia chiusa. Dopodiché, i comunicati e le esternazioni li hanno fatti loro: le domande fatele a loro», risponde Piccaluga.

Bühler: «Corriamo per imprimere una nuova rotta all'attuale Governo»

Per Bühler, in ogni caso, la porta non si chiuderà mai. «La collaborazione con la Lega sui temi sui quali convergiamo continuerà sicuramente, perché è lì che esiste il fronte di destra». Tuttavia, prosegue, l’UDC non corre da solo per il Governo. «Il nostro obiettivo è entrare in Consiglio di Stato per cambiare determinate dinamiche e imprimere una nuova rotta all'attuale Governo». L'UDC intende infatti presentare la propria lista a settembre. E qui sorge una domanda: Marco Chiesa sì o Marco Chiesa no? «È una valutazione che dovrà fare lui. Successivamente si esprimeranno la commissione cerca e il comitato cantonale».

Piccaluga su Zali: «Vale sempre la presunzione d'innocenza»

Quanto invece alle vicende che coinvolgono Claudio Zali, Piccaluga invita alla prudenza. «Vale sempre la presunzione d'innocenza. Oggi si dice che Zali abbia fatto o detto determinate cose. Aspettiamo di sapere davvero come sono andati i fatti prima di esprimere qualsiasi giudizio».