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Ticino
Bufera sulla "bustina sessista"
Redazione
11 anni fa
Le donne USS attaccano una bustina di zucchero che circola nei bar. "Espone al ridicolo il genere femminile"

Una bustina di zucchero che si può facilmente trovare in diversi esercizi pubblici del Cantone è finita nel mirino del gruppo Donne Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa.

Questo a causa della barzelletta che vi figura scritta: "Che differenza c'è tra una donna e un cane? Il prezzo del collare!"

In un comunicato odierno Françoise Gehring e Linda Cortesi, a nome del gruppo Donne USS Ticino e Moesa, attaccano il messaggio veicolato dalla bustina di zucchero, che "rende drammaticamente omaggio al livello culturale di questo paese, che spesso considera satira gli insulti e le più avvilenti manifestazioni di sessismo."

"Forse nel regno delle barzellette di Pierino - quelle che si scambiano quando si è adolescenti ma che sono sempreverdi nelle menti bacate di chi continua a considerare la donna un oggetto o una Barbie da esibire con il suo pony color pastello - “battute” di questo tipo trovano una certa fortuna" scrivono Gehring e Cortesi. "Il che è già deprimente di per sé. Ma che ora un caffè debba essere indigesto perché negli esercizi pubblici circolano bustine di zucchero con scritte sessiste, è francamente penoso. E di sicuro non addolcisce il caffè."

"Certo, ci si può dire: “Embè, quante storie, non si può neanche più ridere… se ti dà fastidio non mettere lo zucchero nel caffè”. Oppure: “Abbiate più senso dell'humour. E magari cercate di fare anche un pizzico di autoironia: chi si prende troppo sul serio finisce per stufare...”. A stufare veramente, semmai, sono le manifestazioni di bullismo macho" si legge ancora nel comunicato firmato da Gehring e Cortesi.

"Il punto non è rovesciare la situazione e fare circolare bustine del caffè con affermazioni del tipo: “Che differenza c’è tra il cervello di un uomo e un guscio di noci”? Niente, perché entrambi sono vuoti”. Qualche volta ci sentiamo dire che va bene fare una battuta sessista se corrisponde alla verità (quale verità?) oppure se è divertente (ma divertente per chi?)" prosegue il gruppo Donne USS Ticino e Moesa.

"Quello di cui alcuni non si rendono conto è che le battute sessiste espongono sempre al ridicolo il genere femminile. Non serve nemmeno fare prima una battuta sessista sugli uomini e poi una sulle donne, per garantire una sorta di “par condicio” del cattivo gusto. Il punto è che la bustina di zucchero è tutt’altro che innocua, perché veicola e banalizza manifestazioni di sessismo sempre più diffuse e che vanno ben al di là di un semplice involucro" si legge ancora nel comunicato.

"La differenza vera è nell’atteggiamento di fronte alle svariate forme di sessismo. Contestare gli uomini in questi frangenti può essere impegnativo, ma ne vale la pena, perché in questo modo ognuno di noi sa di fare la propria parte per creare un mondo dove porre fine alla violenza sulle donne è una cosa seria" concludono Gehring e Cortesi. "E dove il sessismo non è più qualcosa di cui ridere. Nemmeno se veicolato da una candida bustina di zucchero."

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