
Non sembra destinata a placarsi la bufera che ha investito il programma "Politicamente scorretto" per la scelta di far indicare con una bacchetta le parti dell’anatomia umana sul corpo di due giovani ragazze al direttore del DSS Raffaele De Rosa. Se da un lato deputate e deputati di PS, Verdi e Più Donne hanno duramente criticato lo sketch (con il Coordinamento delle donne della sinistra che ha inoltrato un reclamo al mediatore RSI, ndr), dall'altro il consigliere nazionale Lorenzo Quadri e il deputato UDC Piero Marchesi hanno puntato il dito proprio contro i suddetti partiti che, a loro dire, "si indignano per quando successo sabato ma difendono una religione, l'Islam, che non riconosce pari diritti alle donne".
"Se davvero volete difendere le donne, iniziate a non tollerare le religioni che le riducono in schiavitù - ha postato Marchesi - Sabato sera ho seguito la trasmissione e l'ho trovata simpatica, frizzante ben condotta dal bravo Nicolò Casolini, che ha permesso di conoscere sotto un'altra luce i due Consiglieri di Stato sinora ospitati. L'incoerenza dei Verdi e dei socialisti é però palese. Da una parte si indignano per una trasmissione che di sessista non ha proprio nulla, dall'altra sono i primi difensori dell'Islam, una religione che non riconosce pari diritti alle donne, che le costringe a vestirsi con il burka e che in molti Paesi arabi, oltre a non avere il diritto di parola non possono neppure guidare l'automobile".
Posizione, la sua, simile a quella del consigliere nazionale leghista: "Certo che questa sinistra con la morale a senso unico è meravigliosa! Come se il problema della RSI fosse uno show stupidello (che non ho visto), mentre invece la propaganda politica di parte spacciata per "informazione" va bene - ha scritto Quadri - Che poi a lamentarsi per il sessismo della trasmissione siano proprio quelli e quelle che stendono il tappeto rosso agli islamisti e quindi al diffondersi di un'incultura sessista e misogina è davvero il massimo. I benpensanti signori e le benpensanti signore s'indignano per le ragazze in tutina e le bacchette per indicare le parti anatomiche; grazie alla loro politica spalancatrice di frontiere e multikulti, tra un po' le donne non potranno più indossare né tutine né minigonne, ma solo palandrane".
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