
La BSI vuole espandersi sul mercato italiano e presto aprirà una sede a Como, cui dovrebbero seguire altre sedi in tutta la Penisola.
Lo afferma il CEO dell'istituto bancario ticinese Stefano Coduri, in una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere del Ticino.
"In Italia per noi è un momento di espansione" spiega Coduri. "Dall'aprile 2013 è operativa la succursale italiana di BSI Europe, che è la nostra controllata lussemburghese, cioè la nostra capofila nell'area dell'Unione europea. Abbiamo quindi aperto la nostra struttura bancaria a Milano. Le attività sul mercato italiano stanno crescendo ed ora ci prepariamo ad aprire a Como una sede distaccata della succursale di Milano, con un organico di cinque-sei persone. In futuro potrebbero esserci altre sedi distaccate in Italia."
"Naturalmente guardiamo anche alla legge sulla voluntary disclosure in discussione al Parlamento italiano" aggiunge il CEO di BSI. "Auspichiamo che sia la volta buona, che per questa autodenuncia fiscale vi sia davvero una soluzione equilibrata, tale da permettere la regolarizzazione dei capitali non dichiarati. Auspichiamo anche che vi sia il capitolo che permette alla Svizzera di uscire dalle liste nere italiane, attraverso un accordo tra Roma e Berna entro i sessanta giorni successivi all'entrata in vigore della voluntary disclosure, ipotesi questa che si è delineata durante la discussione parlamentare."
In merito alla caduta del segreto bancario, Coduri non si dice preoccupato per il passaggio allo scambio automatico. "Ritengo che comunque, anche con l'adesione a quest'ultimo, la Svizzera potrà ancora attrarre la clientela" dichiara. "Il banking elvetico piace al cliente privato perché lo mette al centro e perché da noi l'universo investibile è estremamente ampio. A livello mondiale, inoltre, la ricchezza dei privati è ancora in crescita. Dovremo essere bravi noi nel difendere la competitività del nostro export di beni e servizi e più in generale del nostro sistema Paese. La nostra competitività oggi è ancora alta, ma a volte è insidiata, non solo da attacchi esterni ma anche da iniziative interne. Il Governo, il Parlamento ma anche la popolazione svizzera devono difendere il sistema Svizzera. Il 30 novembre, ad esempio, occorre votare tre no su Ecopop, forfait fiscali e oro della BNS. Se venissero approvate, queste iniziative farebbero diminuire significativamente la nostra competitività."
Lo stesso discorso, sottolinea Coduri, vale anche per il Ticino: "occorre adattarsi al nuovo quadro, puntare sulle competenze e sulle professionalità che non mancano, difendere un sistema che funziona e che può ancora attrarre clienti."
Per quanto riguarda i risultati della sua banca, la BSI, il trend è attualmente costante. "Come utili, il terzo trimestre è molto vicino ai due trimestri precedenti" afferma Coduri. "Ritengo che nel complesso il 2014 avrà un andamento molto simile a quello del 2013. Naturalmente bisognerà vedere anche quando e come si concluderà la vicenda della multa negli Stati Uniti. Teniamo comunque presente ciò che ha indicato il chief executive officer di Generali, Mario Greco, quando ha affermato che la multa non avrà un impatto irragionevole."
Infine sul passaggio di mano alla nuova proprietà brasiliana, Coduri spiega che l'operazione dovrebbe concludersi l'anno prossimo. "Il passaggio di proprietà dal Gruppo Generali al Gruppo BTG Pactual non è ancora stata completata" afferma. "Occorre che si esprimano le autorità competenti di tutti i mercati in cui siamo presenti. Ci aspettiamo di concludere l'operazione nella prima parte dell'anno prossimo. In altre parole, oggi la banca è ancora interamente controllata dal Gruppo Generali e BTG Pactual non può influire sul business né sulla governance."
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