
Lugano resterà un centro strategico per la nuova EFG che ha acquisito BSI. Ad assicurarlo è il CEO di EFG International, Joachim Straehle, in una lunga intervista al Corriere del Ticino.
In Ticino ci sarà qualche "ovvio taglio", ma stando a Straehle non c'è nessuna idea di spostare le attività a Zurigo: "Lugano rimane e il management è convinto di questa scelta. Quattro membri del comitato esecutivo risiederanno qui." Sui 12 membri che andranno a formare il nuovo comitato, cinque proverranno dalla banca ticinese.
Tra gli aspetti più controversi della fusione, è la scomparsa del marchio BSI. Il CEO ha spiegato che è stato deciso che avere un brand unico sarà più efficace: "La soluzione sarà di fare leva sul nome di EFG e avere una combinazione dei due marchi con elementi che richiamino quello di BSI. Fino all'integrazione legale del prossimo anno i due marchi rimarranno in parallelo."
Dopo il closing annunciato il 1° novembre, l'integrazione dell'istituto ticinese prende concretamente avvio: già questo mese a Singapore le due entità procederanno alla fusione.
Sull'entità degli eventuali tagli, il presidente di EFG non ha per il momento svelato nulla, rimandando tutto alla presentazione agli investitori che avrà luogo l'8 dicembre: "Lugano rimarrà un hub importante, il più importante di tutta la Svizzera dal punto di vista del numero dei dipendenti presenti (ndr: BSI ha circa 870 dipendenti a Lugano). Vogliamo mantenere in Ticino più personale possibile, avendo però una banca competitiva dal punto di vista degli utili, che significa anche prestare attenzione ai costi."
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