
La notizia che BSI è stata acquistata dalla zurighese EFG International ha posto fine a un periodo di incertezza per la banca ticinese. Ma ora si apre la questione dei posti di lavoro, visto che la fusione comporterà una riduzione delle spese di 185 milioni di franchi, che si ripercuoteranno anche sul personale. TeleTicino ha raccolto le reazioni della politica, che si dice preoccupata per il futuro della piazza finanziaria ticinese.
“La direzione generale della banca è contenta, ma avrei preferito un interesse ticinese più marcato” ha affermato il deputato leghista Paolo Sanvido. "La questione del lavoro preoccupa".
Per Alex Farinelli, capogruppo PLR, è ancora troppo presto per giudicare se la vendita a EFG International sia una buona o una cattiva soluzione. "Speriamo comunque che tengano conto del Ticino" ha affermato.
“La preoccupazione c’è” ha dal canto suo ribadito Fiorenzo Dadò, capogruppo PPD. “Circola la voce che vogliono tagliare 300 posti di lavoro. C’è il rischio che ci sarà un bagno di sangue per il Canton Ticino”.
Anche la capogruppo socialista Pelin Kandemir Bordoli ha espresso il suo timore poiché “non si conosce ancora la nuova impostazione e quanti posti di lavoro potranno venir tagliati”.
Dal canto suo il direttore delle Finanze Christian Vitta ha affermato di aver già manifestato le sue aspettative ai vertici della banca zurighese affinché l'acquisizione "possa permettere a BSI di poter continuare la sua attività su suolo ticinese e sviluppare nuove competenze”.
Riguarda il servizio di TeleTicino nel video allegato.
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