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Ticino
BSI, cosa farà la Città?
Redazione
12 anni fa
In aprile il Municipio non escludeva di attivarsi a favore del personale. Oggi il PS gli chiede dei passi concreti

Ieri la BSI ha annunciato il licenziamento di 160 collaboratori, quasi tutti in Ticino (la gran parte, quindi, a Lugano).

Una notizia che era nell'aria, ma che comunque non può che allarmare la politica cittadina.

Il gruppo socialista in Consiglio comunale a Lugano ha presentato già ieri sera un'interrogazione al Municipio di Lugano (primo firmatario Martino Rossi) per chiedere di attivare un progetto pilota a favore dei lavoratori della piazza finanziaria.

Il gruppo ricorda di aver interrogato il Municipio sullo stesso soggetto già nel gennaio scorso, chiedendo di intraprendere un’iniziativa da concertare fra tutti gli attori rilevanti della piazza finanziaria, compresi i dipendenti e le loro associazioni, al fine di gestire al meglio la crisi occupazionale.

In aprile l'Esecutivo aveva fornito la sua risposta, non escludendo "l'eventualità di attivarsi per dare un impulso in tal senso a tutti gli attori, (…) considerando pure la problematica relativa alla riqualifica del personale che – è inevitabile – non potrà più trovare sbocchi nel settore specifico”.

Il Municipio aggiungeva che “la modalità del tavolo di lavoro (…) potrebbe essere una soluzione efficace, con il coinvolgimento delle banche, dei partner sociali, Supsi, CSB e altri attori interessati”.

Ora, in seguito alla notizia dei tagli alla BSI, il PS chiede al Municipio se ha intrapreso qualche passo di quelli che non escludeva di intraprendere. "Non ritiene che l’annuncio della BSI di pesanti misure di licenziamento collettivo non permettano più di tergiversare, men che meno alla città di Lugano, in cui il settore bancario occupa ancora (dati del 2012) quasi 5'000 persone?" aggiunge il gruppo socialista. "Quali passi intende (se intende) intraprendere il Municipio nei prossimi mesi?"

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