Cerca e trova immobili
Ticino
Brutale aggressione di Capodanno a Lugano
Redazione
17 anni fa
Un giovane viene aggredito con calci e pugni, da un coetaneo, in Via Motta. Le videocamere di sorveglianza riprendono la scena

Identificato dalle telecamere della videosorveglianza, ha un volto uno dei protagonisti del pestaggio della notte di Capodanno in Via Motta a Lugano. Ora gli inquirenti cercano una seconda persona coinvolta. Un giovane tra i 18 e i 20 anni è stato ripetutamente colpito alla testa da calci e pugni - mentre si trovava a terra - da un coetaneo. La lite è degenerata in pochi minuti. Questi i fatti: la vittima stava camminando da sola in Via Motta quando ha incontrato il suo aggressore accompagnato da un amico - un minorenne già conosciuto dalle forze dell’ordine e identificato dalle videocamere di sorveglianza. Prima una discussione, poi qualche schiaffo. L’aggressore se ne va con l'amico. Poi torna e riempie la vittima di botte. Infine si allontanata, ma solo per tornare subito dopo e sferrare un calcio nella schiena e far cadere a terra il ragazzo aggredito. E via così. Un altro allontanamento, poi il ritorno, e altri calci, una decina, e ginocchiate. Anche al volto. E calci tirati quando la vittima si trova già a terra, impossibilitata a reagire e col volto insanguinato.Il giovane è stato soccorso da alcuni passanti, fortunatamente se l’è cavata con una frattura al setto nasale e alcune ferite. Giunta sul posto, la polizia comunale di Lugano ha trovato il ragazzo cosciente, che nel frattempo si è rialzato e ha potuto ricostruire la dinamica dei fatti. Fatti che però, dal racconto, non sono apparsi in un primo momento così gravi come dopo la visione dei filmati delle telecamere. Il ragazzo già fermato, un minorenne portato in centrale di Polizia martedì, avrebbe avuto solo un ruolo marginale nel pestaggio. Ora, come detto, si cerca il secondo ragazzo, probabilmente un maggiorenne. Secondo Mario Tamborini, segretario dell’Associazione Via Nassa, “Bisogna correre urgentemente ai ripari e proseguire con il progetto di videosorveglianza in centro, perché è grazie alle telecamere che sono stati ricostruiti i fatti. Solo per un caso le cose non sono finite peggio: vogliamo risposte anche dalla Magistratura”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata