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Massagno
Bruschetti condannato: "Ho sbagliato, ma non per trarne vantaggio"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Giovanni Bruschetti è stato condannato per infedeltà nella gestione pubblica attenuata per dolo eventuale per la vicenda del quadro scontato e si dice sollevato per come è finito il procedimento: "Non ho agito per interessi personali".

"Non ho mai agito con lo scopo di trarre vantaggio personale a scapito di quello del Comune di Massagno, e ne dà atto il decreto di accusa emanato nei miei confronti". Così Giovanni Bruschetti, ex sindaco di Massagno autosospesosi e poi dimessosi a seguito del procedimento penale aperto nei suoi confronti per il caso del quadro scontato, commenta il decreto d'accusa emesso nei suoi confronti. Decreto che lo condanna per il reato di infedeltà nella gestione pubblica attenuata per il dolo eventuale in relazione ai 400 franchi ricevuti dal venditore del quadro. Un reato che "mai avrei voluto compiere, né pensavo di aver compiuto", sottolinea Bruschetti. Cadute invece le imputazioni di truffa e amministrazione infedele.

Gli errori e il potenziale conflitto di interessi

Bruschetti riconosce di aver commesso degli errori: "Anzitutto per aver voluto contrattare un quadro per me, nel contesto dell'acquisto di un dipinto per il Municipio su esplicita richiesta del segretario comunale, con cui omaggiare un dipendente di lungo corso". Così facendo, prosegue l'ex sindaco, "mi sono ritrovato nei fatti ad affiancare all'interesse pubblico, da garantire con la mia funzione di sindaco, il mio interesse privato, creando un oggettivo potenziale conflitto di interessi e dunque una situazione equivoca". Ciò avrebbe imposto particolare prudenza e cautela, "che invece non ho avute, accettando di correre il rischio, poi concretizzatosi, che per autonoma sua iniziativa il venditore, per favorirmi, caricasse sul quadro per il Comune lo sconto praticato su quello a me destinato, per fr. 400". E così "mi sono venuto a trovare nelle condizioni di constatare che per quella cifra avevo commesso un reato, per “dolo eventuale”, a detrimento del Comune di Massagno, che mai avrei voluto compiere, né pensavo di aver compiuto".

Sollievo

Bruschetti, da noi contattato, ribadisce di accettare il decreto d'accusa, sottolineando che non ha agito con la volontà di svantaggiare Massagno per suo interesse personale. "Pago il mio errore con il decreto di accusa", sottolinea nella nota stampa. Un errore che ha anche pagato facendosi subito da parte, "ancora una volta in nome del prevalente interesse del Comune, a cui debbo la mia riconoscenza, e che ho sempre servito al meglio delle mie possibilità". Bruschetti si dice anche sollevato per questo dolo eventuale. "Per trentadue anni ho dato al mio Comune impegno, energia, passione e dedizione, contraccambiate dalla rinnovata fiducia che ho raccolto dai cittadini a ogni scadenza di mandato, e mi rivoltava sentirmi accusato di aver agito da principio con la volontà di svantaggiare Massagno per far prevalere il mio personale intesse".