
Il LAC - Lugano Arti Contemporanee - perde un pezzo da novanta. Bruno Corà ha infatti deciso di andarsene un giorno dopo la “storica” firma tra il Museo cantonale d'arte e il Museo d'arte della città di Lugano. Direttore del Museo d'Arte, coordinatore del Polo Culturale della Città e uno dei più competenti ed esperti professionisti nel settore dell’arte contemporanea, Corà avrebbe scritto al sindaco Giudici e al Municipio per “interrompere le sue prestazioni”, scrive Ticinofinanza.ch. Da noi contattato il sindaco Giorgio Giudici dice di essere appena rientrato a Lugano e di non essere informato sull’accaduto. "Mi informerò con il Municipio", aggiunge. I municipali Giuliano Bignasca e Lorenzo Quadri affidano invece il loro commento ad una nota stampa, nella quale non nascondono la loro "soddisfazione". Poi precisano: "La presenza contemporanea di Corà e della general nanager Lidia Schiappacassi Carrion aveva creato al Dicastero Cultura una direzione a due teste e due stipendi da circa 220 mila franchi annui l’uno, per una massa salariale totale di quasi mezzo milione di franchi all’anno. Situazione aberrante, dunque, sia dal punto di vista esecutivo che finanziario, che la Lega dei Ticinesi ha sempre avversato - anche in considerazione dell’affluenza di pubblico a dir poco irrisoria (eufemismo) alle mostre cittadine". "Auspichiamo quindi che in futuro - si conlude la nota stampa leghista - si abbia una dirigenza del Dicastero Cultura ad una sola testa e ad un solo stipendio, e soprattutto che l’organizzazione delle mostre tenga finalmente conto della necessità di avere un riscontro di pubblico quantomeno decoroso, a fronte dell’importante sforzo finanziario richiesto ai contribuenti; aspetto che però finora è stato gravemente trascurato".
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