Cerca e trova immobili
Ticino
Brunett, processo ad alta tensione
Redazione
14 anni fa
Si aprirà domani alle criminali di Lugano il processo a carico di Reto Brunett. Amministrazione infedele e corruzione passiva le accuse

È senza dubbio uno dei processi più attesi, vuoi per le polemiche che per anni hanno accompagnato l’attività dell’Azienda elettrica ticinese – “la gallina dalle uova d’oro” - vuoi perché sul banco degli imputati comparirà una figura di spicco, pubblica e controversa, quella di Reto Brunett. Per l’ex direttore di AET il confronto con la giustizia inizierà domattina nell’aula principale del Palazzo di giustizia a Lugano. Brunett, difeso dallo studio legale zurighese Baker-Mc Enzi, dovrà rispondere delle accuse di corruzione passiva e di infedeltà nella gestione della cosa pubblica. Reati promossi dal procuratore generale John Noseda al temine dell’inchiesta legata alla vicenda ZET, la società di consulenza in campo energetico, con sede nel cantone Argovia, acquistata da AET nel dicembre 2008 su proposta dell’allora direttore Brunett per 4,6 milioni. Un prezzo che secondo la perizia finanziaria agli atti risulta ampiamente superiore al valore reale della società che nemmeno un anno dopo fallì sollevando fiumi di inchiostro polemiche e indignazione. Per chiarire i contorni dell’operazione l’azienda elettrica si rivolse alla Magistratura. Ne scaturì l’inchiesta che portò dapprima al siluramento di Brunett e poi nell’ottobre nel 2009 al suo arresto. Ma in aula accanto a Brunett domani ci sarà anche Roland Zimmerli, l’allora titolare della Zet. Secondo la procura Zimmerli, difeso dall’avvocato Mario Postizzi, incassò subito 2 milioni di franchi nel quadro di un contratto gonfiato ad arte che prevedeva come detto il versamento di altri due milioni e mezzo. Per Zimmerli l’accusa è di corruzione attiva e di complicità in infedeltà nella gestione della cosa pubblica. Una tesi accusatoria, che entrambi gli imputati respingono. Da domani – e verosimilmente per 4 giorni, la sentenza è attesa per giovedì – spetterà alla Corte, presieduta dal giudice Claudio Zali, far luce su una vicenda che si preannuncia altamente elettrica. I colpi di scena non mancheranno. fp

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata