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Ticino
Brunett: 'È una grande porcata'
Redazione
17 anni fa
Reto Brunett, ora in libertà provvisoria, prende posizione sul caso ZET e si dichiara innocente

“Sono molto tranquillo. Sono state tre settimane dure, ma alla fine si sono convinti che non c’è niente di penalmente rilevante. Tutto è a posto”. Queste le prime parole dell’ex direttore di AET Reto Brunett poche ore dopo il comunicato inviato alla stampa in cui ribadisce la sua innocenza. L’ex direttore di AET, lo ricordiamo è da venerdì scorso in libertà provvisoria dopo 21 giorni di carcere preventivo. E ieri ha reso noto la sua posizione sul caso ZET, l'azienda acquistata da AET con una procedura irregolare, secondo i capi d’accusa. Ovvero pagando più del dovuto. Brunett, denunciato da AET, è accusa di truffa, infedeltà nella gestione pubblica, amministrazione infedele e corruzione. “Ho chiarito tutto – spiega Brunett dalle colonne della Regione, riferendosi alla promozione d’accusa -. Finirà tutto in niente. Non posso entrare nei dettagli, per ovvi motivi, ma le posso garantire che ho precisato ogni punto sulle contestazioni che mi sono state mosse”. E aggiunge: “Mi hanno gettato nel fango rovinando la mia persona e la mia famiglia, ma non finisce qui. Non è una minaccia, sia chiaro, solo la volontà di fare chiarezza su tutta questa vicenda”. Il quotidiano bellinzonese, sul caso ZET, osserva che “il vertice dell’Azienda elettrica cantonale è dunque convinta che vi siano perlomeno le premesse per constatare, sull’acquisto della ZET, una procedura illegale. Perché altrimenti arrivare a tanto?”. “Hanno mentito dal primo sino all’ultimo giorno. Hanno voluto alzare un gran polverone su Brunett – risponde Brunett – per nascondere il passato di AET. Una vera porcheria. Sono convinto che la popolazione ticinese non è stupida e prima o poi capirà”. “Negli ultimi tempi si è fatto un gran discutere sulle responsabilità di questo o quello. Solo confusione. La verità è contenuta nel primo rapporto della Kpmg; lì è tutto chiaro”, sottolinea l’ex direttore, parlando del primo rapporto della KPMG. “Perché non lo presentano integralmente? – si chiede ancora Brunett, riferendosi al primo rapporto -. Stanno forse trascrivendo ogni passaggio? Si deve chiedere ad AET di fare chiarezza presentando integralmente quella perizia”. Incalzato dal giornalista, Brunett non vuole approfondire l’argomento. “Non tocca a me dirlo, ma se il consiglio d’amministrazione non ha nulla da temere deve solo essere completamente trasparente”. È vero, chiede ancora il quotidiano, che ha “manovrato il rapporto KPMG o perlomeno utilizzato il documento a suo vantaggio”. “Non è vero niente. Ma come facevo a manovrare dei periti esperti? È ridicolo – osserva Brunett -. In realtà quando sono arrivato in AET avevo la necessità di comprendere come era organizzata l’azienda e, soprattutto, volevo conoscere la situazione delle partecipate estere. Ad un certo punto, ad esempio, scopro che dietro il Fondo Rei c’erano una ventina di società. Dovevo o no chiedere cosa voleva dire? Capirci meglio? Un rapporto esterno era necessario per comprendere il passato e del resto l’ha voluto anche il consiglio d’amministrazione”. È possibile, osserva ancora Brunett, che la KPMG abbia commesso qualche errore “ma la sostanza del rapporto non cambia”. Insomma, per Brunett “Hanno capito che con me si sarebbe fatta completa chiarezza e questo a qualcuno non piaceva. Io ero un semplice direttore, un tecnico, e sono stato rovinato. Guardi, non temo a ribadirlo: è una grande porcata. Così come mi sento molto tranquillo sull’acquisto della ZET”. E termina: “È ora che se ne vada l’intero consiglio d’amministrazione di AET. Per il bene dell’azienda pubblica, prima che sia troppo tardi”.

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