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Ticino
Brunett-AET: divorzio litigioso
Redazione
17 anni fa
Tre settimane dopo la separazione dall’AET l'ex direttore chiede l’annullamento dell’accordo di uscita e avanza nuove richieste. Intanto spunta il caso Krüsi...

Che sarebbe stato un divorzio litigioso lo si era capito da subito. E ora, tre settimane dopo la separazione dall’Azienda elettrica ticinese, Reto Brunett passa al contrattacco. E chiede l’annullamento dell’accordo siglato il 7 agosto, quando il Consiglio di amministrazione decise l’interruzione del rapporto di lavoro con lui. Com’è noto Brunett ha presentato un’istanza supercautelare al tribunale di Altdorf invocando la protezione della propria personalità. Tant’è che, dal sito dell’AET é sparito il comunicato stampa diramato il giorno della separazione. Così, il 3 settembre, il presidente e i legali dell’AET dovranno presentarsi all’udienza di fronte a un giudice urano. Ma veniamo alle nuove richieste di Brunett: quattro mesi di stipendio, più o meno 60mila franchi, quindi due mesi in meno rispetto a quanto prevedeva l’accordo iniziale. Ma, oltre al salario, l’ex direttore chiede 10mila franchi di risarcimento per torto morale e un bonus economico non quantificato. In più, Brunett vuole un documento in cui l’AET certifichi, in sostanza, il suo buon operato professionale. Sembra che il consiglio di amministrazione non sia nemmeno entrato in materia sulle nuove richieste di Brunett. Intanto, dall’analisi delle operazioni effettuate sotto la sua direzione, è emersa una singolare perizia sulle riversioni delle centrali idroelettriche di Airolo – la Calcaccia – e Bellinzona – la Morobbia. Una perizia che ha suscitato perplessità in quanto é stata commissionata a Giorgio Kruesi, il cui nome é stato indicato per la direzione dell’AET. Nonostante Kruesi abbia smentito il suo interesse per quel posto. La perplessità nasce dal fatto che il documento – dal titolo Marcia di avvicinamento alle riversioni – sia stato redatto da un politico che ricopre importanti ruoli, deputato e presidente del PLR di Bellinzona. E che affronti un tema che divide profondamente i partiti. [email protected]

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