
Un broker luganese è finito al centro di una vasta inchiesta internazionale su una frode fiscale di oltre 10 milioni di euro, commessa attraverso false fatturazioni.
Lo riferisce il Corriere del Ticino, precisando che l'uomo, un italiano sulla cinquantina, è un ex sottoufficiale della Guardia di finanza che da tempo risiede in Ticino, dove è titolare di una società con sede a Lugano.
Il broker era già finito sotto inchiesta nel 2012, per frode fiscale e riciclaggio internazionale nel settore delle sponsorizzazioni di gare automobilistiche. Per quell'inchiesta, aveva patteggiato nel 2014 a Rimini una pena a quattro anni di reclusione.
Questa seconda inchiesta riguarda una frode molto simile, compiuta con alcune società cartiere piemontesi. Sarebbe stato lo stesso broker luganese, interrogato giovedì scorso dagli inquirenti ticinesi a Ivrea a seguito di una rogatoria internazionale, a dare nuovi impulsi all'inchiesta, facendo i nomi delle persone e delle società coinvolte nella frode.
Una frode, come detto, da oltre 10 milioni di euro. Denaro che si sospetta sia transitato su conti aperti proprio a Lugano.
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