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Ticino
Broker della cocaina a processo
Redazione
16 anni fa
In aula un 30enne nigeriano accusato di un traffico di oltre 7 chili. Nega ogni addebito.

Il nigeriano che da questa mattina si trova di fronte a una corte delle Assise criminali si chiama Osinachi Nnamoko. 30enne, figlio di contadini, è giunto in Europa come tanti suoi connazionali, a bordo di una nave e poi, nascosto in un camion, fino in Svizzera, dove ha chiesto asilo. Nnamoko è un finto asilante. Parole del giudice Claudio Zali, perché si è presentato al centro di registrazione senza una motivazione ammissibile e sprovvisto di documenti. E non avendoli, allontanarlo dal paese diventa problematico nonostante la sua domanda d’asilo sia stata respinta. Ma lui alla fine se l’è cavata, con un ricorso dapprima e poi con un matrimonio. E’ rimasto in Svizzera. Prima del suo arresto viveva a Bellinzona. Da 6 mesi sconta il carcere preventivo al penitenziario cantonale perché accusato di un traffico di cocaina. Giunto in Svizzera nel 2004, Nnamoko oggi è diventato un presunto broker della cocaina, un uomo che secondo l’accusa è in grado di spostare oltre 7 chili di droga senza avvicinarsi fisicamente alla sostanza. E infatti a casa sua gli inquirenti non hanno trovato tracce di cocaina. Ma hanno sequestrato un vasto e variegato strumentario telefonico, come dice Antonio Perugini: cellulari, schede telefoniche. Vi sono infatti ore e ore di intercettazioni all’origine dell’inchiesta lampo che ha portato all’arresto di Nnamoko, accusato ora dal magistrato di infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti e riciclaggio di denaro. Un filone del traffico è stato ricostruito sulla base di flussi di denaro che secondo Perugini non possono provenire da traffici leciti. L’imputato, difeso dall'avvocato Yasar Ravi, nega ogni addebito sin dal giorno del suo arresto.Matteo Bernasconi

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