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Ticino
Brissago: fiumi di droga prima del rogo
Redazione
13 anni fa
Sarebbe legato alla gelosia il movente dell'omicidio. E la sera prima dell'incendio i due sospettati fecero largo uso di cocaina

Sarebbe legato alla gelosia il movente dell'omicidio del 30enne trovato carbonizzato nel proprio appartamento di Brissago lo scorso 3 ottobre. Ieri i due arrestati sono stati sottoposti a lunghi interrogatori, durante i quali la donna avrebbe fornito la massima collaborazione, ricostruendo in pratica il delitto.

La donna, anche lei 30enne, ha sostenuto che fra i tre sarebbe spuntato un acceso diverbio a causa di alcune avances che la vittima le avrebbe fatto. L'altro arrestato, l'uomo 30enne, era stato in passato il fidanzato della donna e non avrebbe gradito il comportamento della vittima.

È emerso poi che i due arrestati, entrambi già noti alle forze dell'ordine per il fatto che gravitavano nel mondo della tossicodipendenza, avevano fatto largo uso di cocaina la sera precedente il rogo. Al momento dell'omicidio sarebbero stati in uno stato alterato. Nei loro confronti sono già state disposte le perizie tossicologiche, al fine di verificare quanto l'uso di droga abbia influito sulla loro capacità di intendere e volere.

Restano comunque molti i punti da chiarire per l'inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Paolo Bordoli. In particolare occorre capire se l'incendio si sia innescato casualmente durante la concitazione nell'appartamento o se sia stato acceso per nascondere le prove. Nel frattempo gli inquirenti stanno scavando nella vita della vittima e dei suoi due presunti assassini, per fare luce sul rapporto che esisteva tra loro e su eventuali precedenti frequentazioni. Gli interessi della famiglia della vittima sono difesi dall'avvocato Carlo Borradori.

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