
È passato ormai quasi un mese dalla votazione con cui la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall'Unione europea, ma le conseguenze a lungo termine della Brexit restano tuttora un'incognita.
Sia in Gran Bretagna che in Europa, ma anche in Ticino, dove però industriali e banchieri affermano di non aspettarsi grande conseguenze, come si legge in interessante giro di opinioni pubblicato oggi dal Corriere del Ticino.
E se ci saranno conseguenze, potrebbero essere anche positive, stando al presidente del CdA della Sintetica SA di Mendrisio, Luca Bolzani. La sua industria farmaceutica, presente in Ticino dal lontano 1921, ha aperto una filiale a Londra nella primavera di quest'anno, senza considerare che la Brexit potesse essere un'ipotesi realistica. Il voto ha colto di sorpresa Bolzani, il quale però rivela che ciononostante "le immediate conseguenze, per il momento, non sono negative", soprattutto grazie alla caduta della sterlina.
Più a lungo termine l'incognita per la Sintetica SA riguarda le normative che disciplinano le registrazioni nazionali dei prodotti farmaceutici. "Ma per un'azienda svizzera" afferma Bolzani, "la situazione dovrebbe, nel caso peggiore, rimanere inalterata e, nel caso migliore, presentare qualche vantaggio rispetto alle registrazioni dei prodotti made in UE."
Il presidente dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) Fabio Regazzi, dal canto suo, per ora non si sbilancia. "Seguiremo il processo di uscita della Gran Bretagna dall'UE e verificheremo quali condizioni si porranno per l'accesso delle aziende ticinesi e svizzere al mercato inglese" afferma. "In particolare bisogna evitare che vengano posti ostacoli burocratici e tariffali alle esportazioni verso la Gran Bretagna."
Per quanto riguarda il settore bancario, infine, secondo il direttore di UBS Regione Ticino Luca Pedrotti "non ci saranno grandi conseguenze per la piazza del cantone."
Difficilmente il nostro Cantone riuscirà ad attrarre le attività di gestione di hedge fund che potrebbero partire da Londra, spiega Pedrotti, "perché in questo ambito in Ticino c'è poco know how e non abbiamo le condizioni fiscali per farlo". E anche per le attività di private banking, "onestamente di ripercussioni per in Ticino, sia in senso positivo che negativo, non ne vedo" conclude Pedrotti. "Infatti abbiamo pochi clienti britannici."
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