
La vittoria del No era attesa. Ma non in queste proporzioni. Una disfatta epica, l’ha definita qualcuno, per Theresa May e per il suo accordo. Così la Gran Bretagna resta senza un piano per uscire dall’unione Europea. Forse tra poche ore rimarrà addirittura senza un primo Ministro. Problemi dei britannici o al limite delle istituzioni europee, si sarebbe tentati di commentare. Invece no. Quel che meno di 24 ore fa è successo oltre la Manica potrebbe avere un peso anche per noi.
"Penso che il risultato di ieri sia negativo per le nostre trattative perché la Commissione Europea e i ministri europei saranno ancora più rigidi contro la Svizzera visto che questo casino in Gran Bretagna può portare in direzioni sconosciute. Non c'è nulla da festeggiare per questa tendenza nel Regno Unito", ha spiegato l'economista Mauro Baranzini a TeleTicino.
Economicamente, rassicura Baranzini, per la Svizzera non ci saranno problemi. L’inghippo è tutto politico. La tesi è semplice: il voto britannico ha iniettato nuova linfa nelle istituzioni europee alle prese con le trattative per l’accordo quadro con la Svizzera. L’UE, secondo Baranzini, gioca una partita a scacchi sul lungo periodo. Lo ha fatto con il 9 febbraio nel nostro paese, lo farà con la Brexit.
"La Commissione Europea sa benissimo che ci sono dei meccanismi all'interno delle nazioni che impediscono l'applicazione di votazioni popolari che non sono gradite a Bruxelles e nell'UE. Secondo me, la strategia a lungo termine dell'UE è quella di portare al limite la Gran Bretagna finché qualcuno dirà 'allora votiamo una seconda volta'. Se si voterà una seconda volta, allora la Brexit sarà finita."
A proposito di Brexit, 9 febbraio e decisioni poco gradite a Bruxelles, non si può non menzionare l’iniziativa democentrista che mira a disdire la libera circolazione delle persone.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

