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Ticino
Brenno Martignoni: "E' il sintomo di un disagio"
Redazione
18 anni fa
Il sindaco di Bellinzona commenta l'operazione di polizia che ha portato quarantaquattro minorenni del Bellinzonese nelle maglie della polizia

Quarantaquattro minorenni finiti nella maglie della gendarmeria territoriale di Bellinzona. Per quattro di loro pure la prigione. I reati dei giovani, quasi tutti del Bellinzonese riguardano: lesioni semplici, vie di fatto, furto, danneggiamento, abuso di un impianto per l’elaborazione di dati, ricettazione, violazione di domicilio, incendio intenzionale, infrazioni e contravvenzioni alla legge federale sugli stupefacenti e alla legge sugli stranieri. I danni ammontano a circa 33mila franchi. La refurtiva ha un valore di 38mila franchi. E per quanto riguarda gli stupefacenti, oltre un chilo la marijuana consumata e 170 grammi quella spacciata. Questa la sintesi dell’operazione di polizia portata a termine oggi a Bellinzona "E' il sintomo di un disagio", commenta il sindaco della capitale Brenno Martignoni. "Questo fatto di cronaca - aggiunge - non fa altro che confermare la direzione in cui dobbiamo andare noi politici. Non certo nella direzione della repressione, ma in quella della ri-socializzazione". E poi il sindaco indica la via: "Bisogna - spiega - saper ascoltare e considerare anche le fasce giovanili. E soprattutto bisogna farlo senza voler imporre le nostre aspettative su di loro, ma lasciandoci comunicare le loro esigenze; sapendo che si tratta di un momento della vita in cui la trasgressione e l'esuberanza anarchica la fanno spesso da padrone". Il pestaggio mortale di Damiano Tamagni al carnevale di Locarno e inchieste simili a questa portate a termine negli ultimi mesi dalla polizia nel Bellinzonese sembrano indicare il Sopraceneri come la zona a più alto rischio in Ticino per quanto riguarda la delinquenza giovanile. "No – commenta ancora Brenno Martignoni - si tratta di un fenomeno che esula sia dai confini cantonali che da quelli nazionali e che richiede una reazione a largo raggio non limitata alle polizie locali". Il Ticino si sta muovendo. Il Gruppo operativo violenza giovanile coordinato dal pp Antonio Perugini, dopo aver proposto il coprifuoco notturno per i minorenni, ha avanzatol’idea di denunciare penalmente chi promuove o organizza eventi o ritrovi su aree pubbliche al solo scopo di consumare alcolici (il cosiddetto “botellòn”, ndr.). Due misure forti, che fanno discutere. "Mi sembrano dei provvedimenti che non lasciano spazio alla buona fede - taglia però corto Martignoni - ma che fanno di tutte le erbe un fascio. Il bottellòn di sabato scorso ha dimostrato che la gran parte dei giovani è animata da sani propositi".[email protected]

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