
Sono passate due settimane dalla strage costata la vita a 77 persone ad Oslo e Utoya. E grazie alla testimonianza di Elena Ross, una giovane orientista ticinese che vive e si allena in Norvegia, abbiamo cercato di capire meglio quali sono ora le sensazioni del popolo scandinavo.Breivik in Ticino è visto come un folle sanguinario, anche i norvegesi hanno la stessa percezione del killer di Oslo? “Sì, decisamente. Ciò che ha fatto e ciò che ha scritto nel suo manifesto è incomprensibile per i norvegesi. Sono tutti sotto shock!” Come stanno vivendo i norvegesi il dopo strage? “Lo shock è veramente grande. I media parlano continuamente solo di questo e la gente fa ancora fatica a realizzare cosa sia successo. In tutte le città vengono organizzate cerimonie di commemorazione: ci sono rose e candele ovunque. E ad Halden, per esempio, hanno addirittura aperto per tre giorni le scuole in modo che i ragazzi potessero trovarsi, parlare dell'accaduto e consolarsi a vicenda. I norvegesi sono in lutto. Tutti assieme. E la nazione si è veramente unita.” I controlli di polizia sono aumentati? “No, non mi sembra. Ci sono stati parecchi controlli solo il giorno dell'attacco. Ma ora si sa: Breivik ha agito da solo. Quindi non si ha paura di altri attacchi.” E per eventuali casi d’emulazione? “No non credo. Non ho sentito niente a proposito!” “Caro Anders Behring Breivik, hai fallito": è il senso di una lettera aperta scritta da un sedicenne norvegese sopravissuto alla strage di Utoya. Questo sentimento ti sembra comune e condiviso in Norvegia? “Si, decisamente! Con la sua strage Breivik ha unito tutto il popolo norvegese. Con i suoi attentati e il suo manifesto voleva ottenere l’esatto contrario. Inoltre dopo quello che è successo le sue idee saranno ancora meno popolari. Breivik ha veramente fallito!” SD
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