
Sembra ben avviata la pianificazione partecipata del territorio di Bré. Un passo positivo per l'Associazione Uniti per Bré, che dal 2010 si adopera per salvare la zona e che ha lavorato per permettere anche ai cittadini di partecipare alla gestione del territorio.
Lo scopo? Preservare la regione dagli "scempi edilizi come è accaduto con il centro cittadino", ricorda Mattias Schmidt coordinatore dell'Associazione.
Dopo quattro anni le richieste dell'Associazione sono riuscite quindi a smuovere il Municipio. Ieri sera il capodicastero del Territorio della città di Lugano, Angelo Jelmini ha presenziato infatti all'assemblea annuale dell'Associazione, partecipando in seguito ad un dibattito pubblico. Durante la discussione Jelmini ha reso note le prossime mosse del Municipio alfine di revisionare il piano regolatore di Bré, comunicando infine che quello nuovo sarà presentato "entro quest'estate".
La collaborazione tra il Municipio di Lugano e l'Associazione Uniti per Bré prosegue quindi sotto i migliori auspici e l'intervento di ieri sera di Jelmini è stato "largamente apprezzato", come ci comunica il segretario dell'Associazione Uniti per Bré, Stefano Baragiola. Tuttavia entrambe le parti sono coscienti del fatto che sarà un cammino difficile da intraprendere.
Baragiola, grato a Jelmini dell'efficacia e la chiarezza del suo intervento, ha infatti ribadito che "l'Associazione guarderà con attenzione all'evolversi della situazione. Ho apprezzato l'intervento di Jelmini che ha fatto una distinzione importante tra i quartieri cittadini di lugano e i quartieri-villaggio come Bré" comunque, lungi dall'abbandonare il progetto unicamente nelle mani del Municipio, Baragiola aggiunge che "l'Associazione si avvarrà di esperti e pianificatori legali perché vogliamo partecipare al processo fino in fondo."
Baragiola ha infine concluso ricordando che "la riuscita di questo progetto è importante in quanto si tratta anche di una sorta di palestra per quartieri-villaggio e Municipio che possono sperimentare un nuovo genere di collaborazione. Non siamo infatti gli unici ad essere interessati alle sorti dei propri paesi, come lo dimostrano le Associazioni di Sonvico, Carona e Gandria, con le quali siamo sempre in contatto."
SF
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