
In una lettera inviata al Municipio di Lugano, l'associazione Uniti per Brè esprime le sue perplessità riguardo alla revisione del PR del comparto di Brè-Aldesago. Secondo l'associazione, che da anni si batte per bloccare un invasivo e sovradimensionato progetto speculativo sopra il villaggio, l'approccio è improntato "soltanto al rapporto costi/opposizioni, quindi un approccio solo quantitativo che occore equilibrare con scenari qualitativi, sulla base di un’attenta lettura territoriale – come, per chi e dove si edifica, si tutela, si libera spazio".
Vi riportiamo qui di seguito la presa di posizione dell'associazione:
"Si è tutti perfettamente concordi circa il fatto che il comparto di Brè è un luogo sensibile. Occorre dunque preservarne la qualità di vita attraverso la sua salvaguardia, considerando il valore dell’insediamento (edificazione, spazi liberi, aree ed elementi naturali); un ulteriore sviluppo insediativo non commisurato a tale valore ne comprometterebbe la sostanza, alterandone le caratteristiche e sollevando problemi d’inserimento paesaggistico. Se necessario, chiediamo che si ricorra alla riduzione delle potenzialità edificatorie concesse attualmente. Salvaguardando questo comparto vulnerabile si andrà a creare qualità di vita, benessere e identità (considerazioni perfettamente in linea anche con il PAC, programma d’azione comunale per lo sviluppo insediativo centripeto di qualità, linee guida cantonali ottobre 2018).
Per i luoghi sensibili occorre in particolare (cfr. PAC par. 3.3) considerare i provvedimenti volti a frenare lo sviluppo edilizio e segnatamente:
• contenimento e riduzione delle riserve edificatorie, modificando gli indici o mediante stralcio delle zone edificabili• modifica delle funzioni delle zone edificabili in modo da ridurne gli impatti sugli elementi che s’intendono salvaguardare• tutela e valorizzazione degli elementi e delle funzioni naturali, nonché dei pregi paesaggistici• diminuzione delle quantità edificatorie (abbassamento degli indici o dezonamento) nei luoghi sensibili• avvio di processi di ricomposizione particellare per creare fondi meglio predisposti ad un’edificazione compatta
Per le zone SDS sia data priorità alla vocazione agricola del comparto, salvaguardando una linea di continuità tematico-storica delle fasce coinvolte, prefigurando nel contempo aree eco-turistiche per una tutela incisiva degli spazi aperti importanti dal punto di vista ambientale e paesistico. Uno sguardo va rivolto in questo contesto al dibattito ed alle motivazioni che avevano informato le scelte adottate in proposito già all’epoca dell’entrata in vigore dell’attuale Piano Regolatore. Qualsiasi processo di rinnovamento deve poter fare (anche) tesoro delle determinazioni del passato, in quanto possibilmente profetiche, ovvero capaci di interpretare scenari ed esigenze future.
Il comparto di Brè-Aldesago è da sempre un luogo scelto per ritemprarsi nel rispetto del suo patrimonio naturalistico e paesaggistico. I sentieri, i boschi, i prati sono per definizione “aree di svago di prossimità”. Suggeriamo perciò grande cautela nell’eventuale vaglio delle ipotesi di realizzazione di spazi artificiosi di svago prefigurate nelle conclusioni, poiché rischiano di corrompere l’esistente ed impagabile patrimonio e di porsi in urto con la sostenibilità, con la vocazione alla salvaguardia del tessuto storico, paesaggistico e naturale, contraddicendo oltretutto spirito e conclusioni della premessa generale dell’“analisi urbanistica”.
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