
Il deputato PPD Giorgio Fonio affida a Facebook il commento sulla decisione del Governo sulla Bravofly, che d'ora in avanti sarà considerata un'agenzia digitale e non più un'agenzia di viaggio. Un cambiamento di catagolazione che impedisce di applicare il contratto normale di lavoro, per il quale Fonio e il suo collega Lorenzo Jelmini avevano fatto scattare un'interrogazione al Governo, la cui risposta è arrivata negli scorsi giorni (leggi correlati).
Qui di seguito la reazione di Fonio: “Uno dei più grandi operatori in Europa del mondo dei viaggi”, così si definisce Bravofly sul proprio sito internet, non è per il Canton Ticino un'agenzia di viaggi e di conseguenza dal 1° gennaio non sarà sottoposto al Contratto normale di lavoro. Questo nonostante all'interno dell'azienda erano stati riscontrati chiari casi di dumping salariale".
A tale proposito Fonio ricorda che "dei 276 dipendenti, il 67,8% ha un salario ampiamente inferiore ai salari di riferimento utilizzati. La paga media alla Bravofly si attesta attorno ai 2'800 franchi al mese, ma vi sono parecchie persone che guadagnano molto meno".
Dati, questi, raccolti da un indagine effettuata dall'ispettorato del lavoro su incarico della Commissione Tripartita: "Ora invece per prendere questa decisione ci si è ispirate a delle risposte date dall'azienda... Soluzione trovata dopo un incontro a Bellinzona (presenti i dirigenti di Bravofly e alcuni municipali chiassesi) di cui si è ampiamente parlato".
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