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Ticino
"Bravofly e FoxTown stanno diventando la normalità"
"Bravofly e FoxTown stanno diventando la normalità"
"Bravofly e FoxTown stanno diventando la normalità"
Redazione
10 anni fa
I Verdi reagiscono agli ultimi dati dell'Ufficio di statistica. "Forse è ora di smettere di limitarsi ai numeri"

Ben 29'800 nuovi posti di lavoro sono stati creati in Ticino negli ultimi dieci anni. Ma nello stesso periodo il numero di lavoratori frontalieri nel nostro Cantone è aumentato di quasi 27'000 unità.

I dati forniti ieri dall'Ufficio di statistica (vedi articolo suggerito) suscitano la reazione dei Verdi del Ticino, che prendono posizione tramite un comunicato stampa odierno.

"Gli ultimi studi sulla competitività economica del Ticino confermano quanto noto da anni e mettono in evidenza i limiti dell'approccio scelto per affrontare le questioni legate allo sviluppo economico. I numeri sono volti a dimostrare che gli impieghi aumentano, così come il PIL e altri indicatori di natura economica pura e dura. Forse è giunto il momento di utilizzare altri strumenti per analizzare la reale situazione economica del nostro cantone" scrivono i Verdi.

"Inutile continuare ad intestardirci sugli indicatori, l’economia non è disgiunta dalla società, che a sua volta è insediata in un ambiente ben determinato" proseguono i Verdi. "La politica economica che si è seguita in questi ultimi anni, specialmente a livello comunale, è quella di rincorrere gli introiti fiscali immediati, senza curarsi delle conseguenze a medio e lungo termine sull’occupazione delle persone residenti, sul territorio e sulla mobilità non solo del comune stesso ma di tutta la regione. Ogni municipio giustifica l'arrivo d’imprese come Bravofly (96% di frontalieri), Fox Town (85% di frontalieri), Luxury Goods e altre imprese di logistica definendole eccezioni, situazioni uniche ma di eccezione in eccezione questa è diventata la normalità e i posti di lavoro creati nel nostro cantone non sono più destinati alla manodopera residente. È sotto gli occhi di tutti i ticinesi che nel nostro cantone si sta assistendo ad un fenomeno di sostituzione sistematica della manodopera."

"Ormai appare chiaro che più imprese e più posti di lavoro non si traducono con un miglioramento della qualità di vita della popolazione residente" scrivono ancora i Verdi. "Come spiegare altrimenti il fatto che il numero delle ditte e degli impieghi del nostro cantone continua ad aumentare, ma, parallelamente aumentano le persone iscritte in disoccupazione e bisognose dell’assistenza sociale? Occorrono analisi più approfondite per capire la "qualità" di questi posti di lavoro. Nelle statistiche gli addetti o i posti di lavoro sono tutte le “persone impiegate in Svizzera con un reddito sottoposto ai contributi AVS di almeno 2'300.- annui”, e comprendono quindi anche lavori saltuari o molto precari. Quando le cifre attestano un aumento degli addetti bisogna quindi prendere questi dati con la dovuta cautela, non tutto è oro quello che luccica!"

"È inoltre mancato anche un approfondimento sui livelli salariali dei nuovi impieghi creati: certe retribuzioni scandalose cui ci ha abituato la cronaca, escludono di fatto i residenti perché non permettono dignitosamente di vivere nel nostro cantone" conclude il comunicato. "I Verdi del Ticino non si stancheranno di ribadire che è giunto il momento di cambiare paradigma e di sganciarci da quest’approccio economico che privilegia l’insediamento di aziende che non portano alcun vantaggio ai residenti. E’ ora di chiudere le porte a queste ditte che usano e sprecano il nostro territorio, creano posti di lavoro con salari da fame e inaccettabili per i residenti. Aziende che creano traffico, mandano al collasso la mobilità dei comparti urbani, inquinano l’aria e non lasciano nulla."

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