
Non è ancora stato chiarito se la Bravofly di Chiasso può essere definita un'agenzia di viaggio o, come pretende di essere, un'azienda del commercio digitale.
Non si tratta di una finezza di poco conto, visto che dalla denominazione dipende l'assoggettamento o meno al nuovo contratto normale di lavoro imposto dal Cantone per le agenzie di viaggio, che prevede un salario minimo di 19,65 franchi l'ora.
La commissione tripartita si sta occupando della vicenda, sulla quale sarà molto probabilmente il Consiglio di Stato a dover mettere la parola fine.
Ma nell'attesa la vicenda continua a scaldare gli animi politici.
Come quello del candidato PPD al Consiglio nazionale, nonché sindacalista OCST, Lorenzo Jelmini, che poco fa su Facebook ha lanciato una nemmeno tanto velata frecciata alla consigliera nazionale leghista e municipale di Chiasso Roberta Pantani, accusata di fare campagna contro i frontalieri ma poi di stendere tappeti rossi alle aziende che li assumono.
"Il nostro desiderio come sindacalisti OCST è quella di estendere il più possibile i CCL in ogni ambito lavorativo" scrive Jelmini. "Ben venga il contratto normale di lavoro (CNL) nelle agenzie di viaggio in attesa di un vero CCL."
"Peccato che in questo caso qualcuno faccia il furbo" prosegue il sindacalista. "Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i politici, in particolare gli amici leghisti di Chiasso che tanto si battono per opporsi ai frontalieri ma poi si impegnano per escludere dal CNL un'azienda che occupa quasi solo frontalieri."
"Due pesi due misure?" conclude Jelmini. "Attendo curioso una risposta..."
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