
Gli studenti ticinesi restano tra i migliori a livello internazionale in scienze, matematica e lettura. Ma dietro i buoni risultati emerge una tendenza preoccupante: le prestazioni scolastiche sono in calo e aumenta la quota di allievi più deboli. È quanto emerge dai test PISA, l’indagine dell’OCSE che ogni tre anni misura le competenze dei quindicenni. Una tendenza al peggioramento già in atto e ora confermata, spiega Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola del DECS: «In tutte le discipline ci sono dei cali e questo ci interpella evidentemente». E aggiunge: «In particolare, si registra un aumento degli allievi più deboli».
Schermi e società
Le cause non sono ancora definite. PISA può però offrire alcune piste di riflessione, spiega la ricercatrice Miriam Salvisberg. Tra gli elementi da approfondire ci sono il crescente uso degli schermi e il passaggio a modalità di lettura digitali, che potrebbe influenzare alcuni processi cognitivi. Ma, sottolinea Salvisberg, occorre considerare anche i cambiamenti della società e delle realtà familiari.
Le risposte del DECS
Il DECS intende approfondire i risultati nelle singole discipline e valutare nuovi progetti per sostenere gli studenti più fragili. «Dovremmo approfondire e capire se riusciamo a lanciare dei progetti proprio per aiutare chi è più debole», afferma Berger. Sul fronte digitale è inoltre prevista una strategia sull’intelligenza artificiale, con attenzione al suo uso consapevole, e un potenziamento sperimentale delle lezioni di informatica in alcune scuole medie. Berger difende infine la differenziazione del sistema ticinese: «I sistemi integrati come il nostro in generale ottengono dei buoni risultati». L’obiettivo, conclude, è rafforzarne il potenziale «per aiutare tutti, sia i più deboli che i più forti».

