
Prati, parchi e piste ciclabili dove oggi scorre l’autostrada, tagliando la Nuova Bellinzona in due. Lanciata da socialisti e verdi, è la proposta che sta tenendo banco in questi giorni: coprire la A2 da Camorino a Castione. Utopia? No, secondo Mario Branda. Esponente socialista, certo. E sindaco di una città che a suo modo di vedere deve avere delle visioni anche a lungo termine.
"È un progetto costoso e complesso ma di cui dovrebbero poter beneficiare le future generazioni - spiega Branda a TeleTicino - Il Municipio non ne ha ancora discusso. Però penso sia giusto iniziare a parlarne".
Più pragmatico il suo collega e Capo dicastero del Territorio Simone Gianini: "Immaginare di non avere più auto che tagliano in due il territorio è sicuramente condivisibile. Detto ciò rendo giusto attenti su un paio di aspetti. Il primo è non vendere illusioni, parliamo di un miliardo di franchi. Siamo in zone molto delicate, penso alla golena, e soprattutto a Monte Carasso e Sementina si tratterebbe di costruire gallerie altissime, sono 6 corsie".
Tutti aspetti tecnici che ovviamente non sono ancora stati nemmeno immaginati. La proposta, il cui costo, dalle colonne della Regione, USTRA ipotizza di almeno un miliardo, dovrebbe seguire un iter lunghissimo, passando da tutti i livelli istituzionali. E il timore di Gianini è che ne risentano altri progetti.
"Penso alla circonvallazione ferroviaria. Berna non ha soldi illimitati e bisogna pensare bene a cosa portare avanti, altrimenti si rischia di non portare a casa nulla", prosegue Gianini.
Ma per il sindaco di Bellinzona "è una preoccupazione assolutamente pertinente ma io penso che una città nuova come Bellinzona debba anche saper pensare in grande e realizzare le due opere".
Utopia o no, il tema insomma è lanciato. Visioni e pragmatismo.
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