
Si torna in aula nel processo per l'omicidio di Arno Garatti del 1. luglio 2011. Il pp Marisa Alfier ha chiesto l'ergastolo sia per Mitra Djordevjc, la madre del minorenne autore del delitto, e che avrebbe istigato il giovane a compiere l'omicidio, sia per Mario Paiva, il commerciante che vendette l'ascia usata per massacrare Garatti. Sedici mesi invece sono stati richiesti per Kenny Fila, il 29enne accusato di favoreggiamento per essersi offerto di occulatare il cadavere. La madre è rappresentata da Pietro Pellegrini, mentre Paiva è patrocinato da Daniel Ponti. Per il 29enne invece prenderà la parola Stefano Pizzola.In aula Mario Branda, rappresentante della parte civile, ossia della madre e della sorella di Garatti, ha raccontato di quella telefonata ricevuta dalla polizia quando parti' l'inchiesta e la storia degli SMS ricevuti e inviati tra madre e figlio. Ha poi parlato della freddezza di Mitra Djordevjc e soprattutto ha ricordato la persona di Arno Garatti. Un uomo con la passione per le moto, quest'ultimo, che da giovane aveva vissuto in prima persona anche un incidente in strada; una persona fiera e innamorata, innamorata soprattutto della moglie. Ha aggiunto, nel suo intervento, che se oggi si trovano in aula è certamente per le dichiarazioni del minorenne, e per le sue differenti versioni e confessioni. Ma quanto può essere attendibile un giovane - ha aggiunto Branda - che prima si dichiara colpevole, e che poi decide di trascinare nel baratro, con sè, la madre. Proprio quella donna che, a suo dire, l'avrebbe spinto a commettere l'efferato omicidio.La Corte delle Criminali è presieduta dal giudice Claudio Zali.
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