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Ticino
Bracconieri sotto tiro
Redazione
17 anni fa
La polizia grigionese è sulle tracce dei caccatori di frodo

Un cervo, due camosci e un’aquila reale. Questo il recente bottino delle scorribande notturne di bracconieri. Che si fanno sempre più furbi e si attrezzano con armi all’avanguardia. Capita un po’ dappertutto oramai, ma a darne notizia oggi è la polizia grigionese, che ha deciso di contrastare la caccia illegale elaborando un pacchetto di misure contro il bracconaggio. Tracce evidenti del passaggio dei cacciatori di frodo sono state lasciate lungo il confine nazionale del Parco italiano dello Stelvio e del parco nazionale svizzero. Il gruppo di lavoro - composto da dalla polizia dei Grigioni, dal Corpo delle guardie di confine, dall’Ufficio caccia e la pesca, dagli organi direttivi dei due Parchi nazionali, dal Corpo forestale dello Stato e dalla polizia provinciale Sondrio - impiegheranno apparecchiature di rilevamento notturno di ultima generazione e di elicotteri. “Ciò tuttavia non può prescindere dalla collaborazione attiva della popolazione”, scrive la polizia grigionese. E chiede di informare su “eventi o fatti straordinari”, come ad esempio colpi di arma da fuoco fuori dai periodi autorizzati per la caccia, movimenti sospetti nei campi e nei boschi, ritrovamento di carcasse di selvaggina. Oggi il bracconaggio, osserva la polizia, ha assunto nuove forme. Insomma, le maggiori disponibilità finanziarie dei cacciatori di frodo, fanno sì che i trofei di caccia siano diventati oggetti di prestigio. E così, spesso, dopo aver abbattuto la preda, i bracconieri ne staccano la testa, lasciando sul posto la carcassa dell’animale. Le armi impiegate sono di alta tecnologia, dotate di silenziatori, di dispositivi di rilevamenti notturni. E non mancano telefonini e ricetrasmittenti. Oggi anche le auto vengono impiegate nelle battute di caccia illegali: di notte la selvaggina viene accecata dalla luce degli abbaglianti e successivamente abbattuta senza scendere dalla macchina. “Non di rado - termina la polizia -, gli animali vengono solo feriti e lasciati morire”.

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